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lettera ai commercialisti: non riusciamo a rispondere in tempo 

Troppi accertamenti intasano l’Ufficio Tari del Comune

L’ufficio Tari del Comune è intasato di richieste di autotutela inviate dai contribuenti con tutti i mezzi: Pec, posta, a mano. Con questi strumenti i ferraresi chiamati in causa per omesso o...

L’ufficio Tari del Comune è intasato di richieste di autotutela inviate dai contribuenti con tutti i mezzi: Pec, posta, a mano. Con questi strumenti i ferraresi chiamati in causa per omesso o parziale versamento della Tari 2015/2016, provano infatti a difendersi dalla contestazioni che, ammettono gli stessi uffici tributari comunali, sono in gran parte dovute ad errori materiali o non imputabili a loro. In ogni caso, l’Ufficio Tari ammette in una missiva inviata all’Ordine dei commercialisti, di essere «nell’oggettiva impossibilità di rispondere tempestivamente a tutte entro i termini per ricorrere». Per questo motivo, continua la lettera, «rassicuriamo che l’ufficio procederà ad annullare e/o rettificare gli avvisi in tutti i casi in cui l’errore rientri oggettivamente in una delle tipologie» previste. Le spese di notifica, però, dovranno comunque essere pagate nel caso «l’emissione dell’atto di accertamento sia stata cagionata da errore imputabile al contribuente». In quest’ultima tipologia rientrano il pagamento con home banking con errata digitazione del codice tributo, anche da parte della banca (ormai noto è il caso del codice città di Faenza al posto di Ferrara) o creazione in autonomia di un nuovo modello F24 con dati sbagliati.

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