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Una vita di passioni Iginio Ferroni ha smesso di lottare

L’ex consigliere comunale è morto stroncato dalla malattia Comacchio in lutto: è sempre stata una persona leale

COMACCHIO. «Sono nero in tutto, ma il mio cuore è sempre stato rosso». Dal letto dell’Ospedale del Delta, dove ha trascorso le festività natalizie e da quello dell’Hospice di Codigoro, dove si è spento ieri mattina, al culmine di una breve malattia che ne aveva minato il corpo, ma non lo spirito, Iginio Ferroni ha continuato a pensare alla sua amata Comacchio e ai tanti amici, che ha voluto salutare ad uno ad uno, chiamandoli al suo capezzale.

Ha cessato di battere ieri il cuore indomito di Gino Bacchetta, questo è il soprannome affettuoso con cui i più ricordano l’ex consigliere comunale, per i tanti anni della giovinezza trascorsi a suonare la batteria, con un talento e una tecnica che il tempo non aveva scalfito. Tante sono state le battaglie politiche condotte dal 65enne esponente politico lagunare, dapprima tra le fila del Movimento Sociale e poi con Alleanza Nazionale.

«Mi piace ricordarlo con il suo sorriso e con le battute che lo hanno reso unico, inconfondibile - rammenta Cristina Cicognani - e per la sua galanteria. Il giorno del mio insediamento a sindaco, mi ha omaggiata con un mazzo di fiori. Tra i banchi della minoranza conduceva un’opposizione forte, con duri attacchi, ma era un avversario preparato, si documentava. Mi ha fatta penare, ma prevaleva sempre il suo aspetto umano, fatto di rispetto e di amicizia al di fuori del contesto politico».

L'impegno politico ha rappresentato una passione totalizzante per Ferroni, che in queste settimane aveva ricevuto visite di tantissimi amici di Comacchio e non solo, ma anche di esponenti politici di tutti gli schieramenti.

Memorabili le battaglie per la tutela delle Valli, dell’Ospedale San Camillo e per il ponte levatoio San Pietro, battaglie portate avanti anche con iniziative di sensibilizzazione, come i comizi di piazza e l’occupazione della sala consiglio.

«Ho conosciuto Iginio proprio quando sono entrato in polizia, 35 anni fa, -ricorda l'amico Franco Sitta -; era capace si parlare sotto la pioggia in un comizio anche per più di un'ora, ma al di là delle sue idee, era la passione che ci metteva in ciò in cui credeva giusto per la sua città. Ricordo le chiacchierate spettacolari per l'intensità con cui parlava, anche recentemente, della sua amata Comacchio, benchè immobilizzato in un letto d'ospedale».

Una passione coltivata negli ultimi tempi, dopo l'allontanamento dalla politica attiva, è stata quella per la fotografia, condivisa con l'amico Paolo Cavalieri, che ha consentito ad Iginio Ferroni di farsi apprezzare tra mostre e rassegne sul territorio. «È stato il primo consigliere comunale ad aiutarmi ad organizzare la rassegna Librandosi - riconosce il libraio Leonardo Romani -,aveva un grande amore per la cultura, per la comunità e per la Politica con la P maiuscola. Ci ha fatto conoscere la politica di militanza. Ha sempre voluto bene a tutti. Per me Iginio è stato anche un secondo padre». Un uomo d’altri tempi, Iginio Ferroni. Un politico di quelli veri, da lotta sul palco con parole forti ma mai sopra le righe. Un signore.

Katia Romagnoli

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