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Paese sconvolto per “Sga”
«Era conosciuto da tutti»

Commozione tra amici e conoscenti: era una buona persona e di compagnia. La notizia si è sparsa in fretta, cordoglio anche sui social network

POGGIO RENATICO. La notizia della morte di Michele Miraglia si è sparsa in fretta tra gli abitanti di Poggio Renatico. Ieri mattina, infatti, nonostante fossero passate solo poche ore dall’incidente fatale (lo schianto è avvenuto circa alle tre di notte), molti in paese ne erano già al corrente. Miraglia, conosciuto come “Sga”, un soprannome le cui radici affondano indietro nel tempo, aveva 53 anni (i 54 li avrebbe compiuti a maggio).

Nato a Padova ma praticamente da sempre viveva a Poggio Re ...

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POGGIO RENATICO. La notizia della morte di Michele Miraglia si è sparsa in fretta tra gli abitanti di Poggio Renatico. Ieri mattina, infatti, nonostante fossero passate solo poche ore dall’incidente fatale (lo schianto è avvenuto circa alle tre di notte), molti in paese ne erano già al corrente. Miraglia, conosciuto come “Sga”, un soprannome le cui radici affondano indietro nel tempo, aveva 53 anni (i 54 li avrebbe compiuti a maggio).

Nato a Padova ma praticamente da sempre viveva a Poggio Renatico, dove il padre ha lavorato per decenni come appuntato dei carabinieri. Maggiore di due fratelli, Michele Miraglia lascia una figlia di 16 anni (avuta con l’ex moglie) e la madre anziana con cui da tempo viveva.

Esce di strada con l'auto e muore sul colpo

«Era uno da compagnia Michele, lo conoscevamo tutti qui a Poggio», dicono alcuni in piazza. In tabaccheria gli animi sono scossi. «Lo vedevamo praticamente tutti i giorni - affermano a mezza voce le commesse che hanno poca voglia di parlare -. Era una persona davvero deliziosa». Una barista aveva saputo dell’incidente perché «questa mattina presto (ieri per chi legge, ndr) mentre venivo a Poggio per aprire il locale ho visto che c’era “del movimento” sulla strada». «Non pensavo però - prosegue la ragazza - che si trattasse di Michele, è stato un brutto colpo». È il bar Irene però quello in cui Miraglia aveva più amici e conoscenti. Era quello il suo locale di riferimento e un passaggio, anche solo per un saluto, lo faceva tutte le sere. «Stamattina presto (ieri per chi legge, ndr) abbiamo ricevuto questa triste notizia. Non ci riusciamo ancora a credere. È strano perché Michele non guidava quasi mai. Di solito - raccontano gli amici del bar- saliva con altri che facevano le macchine per andare fuori da Poggio; a volte si spostava anche in treno».

Miraglia aveva difficoltà motorie e pare fosse affetto da una malattia che coinvolgeva le articolazioni. «Faceva fatica a muoversi e a volte, per girare la testa era costretto a girarsi con tutto il busto, non ce la faceva a muovere solo il collo. Era - chiudono gli amici del bar - un istrione, uno da compagnia. Ci si divertiva insieme». Il tam tam si è sparso in fretta anche sui social e in tanti hanno scritto messaggi di cordoglio sulla bacheca di Michele “Sga” Miraglia per salutarlo un’ultima volta.