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Priorità: superdipartimenti e secondo punto nascita

Nicoletta Natalini, nuovo direttore sanitario Asl, entra in carica dal 19 febbraio «Mantenere ostetricia a Cento e sviluppare subito le strutture con S. Anna e Unife» 

«Sto salendo su un treno in corsa». Nicoletta Natalini 50 anni, modenese, si presenta così. Dal 19 febbraio riceverà il testimone di direttore sanitario dell’Asl di Ferrara da Mauro Marabini, in partenza per l’Asl romagnola e, dopo aver diretto per quasi un anno il Distretto Ovest (Cento-Alto ferrarese) dell’azienda sanitaria si è convinta che «con questa direzione (Vagnini direttore generale, ndr) l’Asl sta correndo ancora più veloce».

L’incarico non la spaventa, ma ieri - durante la conferenza stampa di presentazione, negli uffici di via Cassoli - ha annunciato che uno dei suoi primi obiettivi sarà conoscere meglio il territorio, «in particolare strutture e servizi che fanno capo al distretto Sud-Est con i quali da quando lavoro in questa provincia non ho avuto molte opportunità di contatto».

Si tratta di un a porzione di territorio che negli ultimi 3-4 anni ha subìto una riorganizzazione importante che ha comportato, solo per fare qualche esempio, la chiusura di un istituto di degenza (il San Camillo) che oggi ospita una Casa della Salute e un ospedale di comunità, e il taglio di prestazioni ospedaliere che hanno sollevato roventi polemiche, dalla chiusura del punto nascita alla soppressione della guardia pediatrica dell’ospedale del Delta, a Lagosanto.

Critiche che hanno investito in pieno il mondo della politica, al punto che il sindaco di Lagosanto, Maria Teresa Romanini, ha recentemente dichiarato di aver lasciato il suo partito, il Pd, anche a causa del scelte compiute sull’ospedale di Lagosanto. Alla “missione” Sud-Est Nicoletta Natalini ne ha aggiunte altre due già segnate in rosso in agenda: contribuire al decollo dei super-dipartimenti sanitari interaziendali Asl-Sant’Anna varati all’inizio del 2018 «affiancando ai nuovi direttori già in carica il personale di supporto per rendere pienamente operative le nuove funzioni» e continuare a lavorare per «mantenere a Cento il punto nascita».

Obiettivi decisamente impegnativi se si considerano un paio di aspetti: l’ospedale SS. Annunziata ha avuto due anni di tempo in più (scadenza fine 2019) per riportare sopra i 500 parti/anno il dato dell’utenza del punto nascita grazie alla deroga concessa dal ministero nell’ottobre del 2017 su richiesta della Regione. Una soglia che appare ancora piuttosto lontana (mancano oltre 100 nascite/anno). Natalini, in queste settimane affiancata dal collega Mauro Marabini per prendere confidenza con la macchina amministrativa dell’Asl su scala provinciale, conosce bene questa realtà avendo diretto per quasi un anno il Distretto Ovest e avendo assunto “a tempo” la direzione medica del SS. Annunziata.

L’altro traguardo, quello del lancio dei super-dipartimenti (sono 9, ognuno dei quali guidato da un direttore), deve essere raggiunto anch’esso in un tempo limitato. Entro fine 2018 le nuove strutture interaziendali (medicina, chirurgia, riabilitazione etc.) dovranno essere in grado di marciare con le loro gambe: Asl, Sant’Anna e Unife dovranno infatti eleggere gli organismi stabili che li guideranno nei tre anni successivi. Tra le priorità anche l’adeguamento della specialistica ambulatoriale all’interno del nuovo sistema basato sulla coesistenza delle Case della Salute e dei super-dipartimenti interaziendali provinciali oltre «all’esigenza di stringere rapporti con un mondo nuovo, l’Università», uno dei due enti rappresentati nell’azienda ospedaliera Sant’Anna. Nell’ultimo anno la dirigente ha seguito da vicino i lavori per la realizzazione delle Case della Salute di Bondeno e di Pieve di Cento. (gi.ca.)