Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

CariCento-Sondrio Vendita più vicina ma c’è il nodo azioni

I piccoli soci in attesa di conoscere il prezzo del titolo Valore nominale: 13 euro, ma la quotazione è scesa sotto i 10

Siamo alle battute conclusive che porteranno nel giro di poche settimane all’accordo per l’acquisto da parte della Banca Popolare di Sondrio del 51% delle azioni della Cassa di Risparmio di Cento detenute dalla locale Fondazione.

La parte di verifica e di controllo dei conti della banca centese è ormai giunta all’epilogo e presto i vertici della banca lombarda dovranno spiegare alla Bce le ragioni della loro operazione che di fatto porterà all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della b ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Siamo alle battute conclusive che porteranno nel giro di poche settimane all’accordo per l’acquisto da parte della Banca Popolare di Sondrio del 51% delle azioni della Cassa di Risparmio di Cento detenute dalla locale Fondazione.

La parte di verifica e di controllo dei conti della banca centese è ormai giunta all’epilogo e presto i vertici della banca lombarda dovranno spiegare alla Bce le ragioni della loro operazione che di fatto porterà all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della banca centese, portandola sotto il loro gruppo.

In una prima fase, prevista per la primavera, è in programma l’acquisizione del pacchetto di maggioranza, ma la banca di Sondrio ha già fatto capire che in una seconda fase ha programmato l’acquisizione totale dell’intero pacchetto azionario detenuto sia dalla Fondazione CariCento, ma anche dai risparmiatori che saranno chiamati a valutare l’offerta.

Per quanto riguarda l’attuale azionista di maggioranza, la Fondazione CariCento, è risaputa la volontà di vendere il pacchetto azionario, anche perché la normativa prevede che una fondazione bancaria non debba avere più del 33% del proprio patrimonio investito in azioni bancarie. In questo modo la Fondazione, dai ricavi della vendita delle sue azioni, avrebbe la possibilità di investire tali capitali e continuare la sua opera statutaria. Esempi di Fondazioni bancarie che purtroppo hanno perso la quasi totalità del capitale per aver nel proprio patrimonio quasi esclusivamente azioni di una banca che poi sono state azzerate non sono molto lontani, sia nel tempo che nella distanza, per cui l’operazione della Fondazione CariCento si inserisce in un progetto di continuità gestionale sempre come finalità la distribuzione di finanziamenti a beneficio del territorio locale.

Più complesso invece appare al momento il discorso dei possessori privati di azioni CariCento, i piccoli azionisti che detengono quasi il 5% del capitale azionario della banca. Anche a loro, in un secondo momento, la Banca Popolare di Sondrio proporrà la cessione delle azioni.

Il nodo e la preoccupazione che c’è in questo momento tra i soci e proprio quella dell’eventuale prezzo concordato per la vendita delle azioni. Attualmente, anche se in termini patrimoniali l’azione risulta valutata a 13 (cifra ottenuto dalla divisione del valore contabile del capitale sociale e dal numero delle azioni in circolazione), in termini di mercato invece è scesa sotto i 10 euro. Bisognerà capire quanto effettivamente sarà il prezzo di vendita e molti guardano anche alla Fondazione come punto di riferimento, a quanto cioè l’ente sarà in grado di strappare ai valtellinesi in sede di accordo di acquisizione.

È bene ricordare anche le difficoltà che sta attraversando in questo periodo il mercato azionario bancario, alla luce anche dei clamorosi casi che hanno interessato Carife, Banca Marche, CariChieti, Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Mps.

Da valutare anche un eventuale scambio di azioni che potrà essere offerto agli azionisti, in cambio di titoli della CariCento la ridistribuzione di azioni della Banca Popolare di Sondrio, ma questo solo una volta che il matrimonio tra i due istituti di credito sarà celebrato. Nel frattempo la banca centese, che rimane all’oscuro di tutte queste operazioni essendo esclusivamente appannaggio della Fondazione bancaria, prosegue nella sua attività commerciale a vocazione territoriale, con un 2017 che ancora una voltasi è chiuso con buoni indicatori, nonostante il periodo non certo facile per tutto il sistema bancario italiano. Proprio per questa sua peculiarità la banca centese risulta un buon investimento per i lombardi che dopo il Veneto vogliono estendere l’area commerciale anche in Emilia, lanciando una sfida all’altra grande banca popolare del territorio, la Bper, che lo scorso anno ha acquisto Carife.