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L’ippodromo è decaduto Corse dei cavalli a rischio

Il gestore: se il problema sono le tribune, si può intervenire con l’aiuto del Comune A causa dell’inagibilità autorizzati 200 ingressi su una capienza di 1.000 posti

È stato indicato più volte come alternativa a piazza Ariostea per la gara dei cavalli del Palio, ma l’ippodromo di Ferrara potrebbe non ospitare nemmeno più le corse di trotto. Lo storico impianto ippico estense al contrario corre... il rischio di un clamoroso stop, dopo che il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali - da cui dipende - lo ha dichiarato decaduto per la mancanza dei requisiti minimi.

Il decreto del Mipaaf infatti divide in quattro fasce gli ippodromi italiani: la fascia di eccellenza, definita strategica, poi quella istituzionale, quella commerciale e, infine, la promozionale. Undici ippodromi italiani, tra cui quello di Ferrara, in pratica non possiedono i parametri per essere inclusi in nessuna di queste classificazioni e sono stati dichiarati fuori ruolo. Il verdetto di “decadenza” però non è definitivo perché i gestori degli impianti hanno tempo fino alla fine del 2018 per presentare un progetto di riqualificazione mirato a raggiungere i parametri necessari a rientrare in una delle quattro fasce. In questo caso, otterrebbe il 75% delle spettanze e delle giornate previste per poter dar luogo all’attività. Al contrario, gli ippodromi che entro quest’anno non si metteranno in regola, saranno dichiarati definitivamente decaduti e non potranno ospitare le corse dei cavalli. Una spia rossa di allarme che torna ad accendere l’attenzione su un impianto tanto radicato nella storia ferrarese quanto bisognoso di interventi di manutenzione per garantire la propria sopravvivenza.

«La situazione è in evoluzione - interviene Stefano Bovio, direttore di Nord Est Ippodromi, la società che gestisce l’impianto ferrarese - Al momento siamo solo a conoscenza della decisione del Ministero, ma non ne conosciamo le motivazioni perché non è stata ancora inviata la relazione tecnica con la definizione precisa delle criticità». L’ipotesi al momento più probabile è quella legata all’inagibilità della tribuna, un problema del resto non nuovo e anche piuttosto penalizzante per la stessa società: gli accessi all’impianto in occasione delle corse sono permessi solo a 200 persone a fronte dei 1000-1.500 posti potenziali. «Se le criticità sono limitate alla tribuna - continua Bovio - potrebbero essere risolvibili con la collaborazione del Comune, che è l’ente proprietario. In questo caso la speranza è di trovare un accordo, non concepisco un’estate senza le corse a Ferrara perché oltre che un mestiere questa per me è una passione. Ma prima di fare altre valutazione, occorrerà aspettare qualche giorno per conoscere le motivazioni del Mipaaf».

Anche il Comune, per ora, resta alla finestra in attesa di sviluppi. «Un ragionamento per ora è prematuro anche perché la situazione è complessa - sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi - La concessione ai gestori è competenza degli assessorati allo Sport e al Patrimonio, bisognerà vedere se gli interventi richiesti riguardano opere di manutenzione ordinaria che potranno essere affrontati all’interno della concessione, oppure se si tratterà di lavori di manutenzione straordinaria, e allora i discorso andrà affrontato in modo diverso. Al momento la priorità, per quel che riguarda l’Ippodromo, è la bonifica dall’amianto delle copertura delle stalle, un intervento che contiamo di mettere a gara entro l’anno». Stessa scadenza per l’ultimatum ministeriale: entro il 2018 l’Ippodromo dovrà riallinearsi o rinunciare alle corse.

Alessandra Mura

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