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Perseguitata da tre amiche con minacce e spintoni

Una ragazzina subisce per un mese le angherie di tre sedicenni della stessa scuola La vittima si confida con i genitori e scattano intervento dei carabinieri e denunce

COPPARO. Avevano preso di mira una loro coetanea, e questo ormai da un mesetto circa, finché la vittima si è stancata, ne ha parlato ai genitori e questi si sono rivolti ai carabinieri. E alla fine il risultato è che a Copparo ci sono tre sedicenni denunciate (in stato di libertà) per il reato di atti persecutori in corso, con tanto di segnalazione al Tribunale dei minori.

Tutto nasce nell’ultimo mese e all’origine non ci sarebbero motivi scatenanti. Di fatto, tre ragazzine di 16 anni (tutte di nazionalità marocchina, ma residenti da anni con le rispettive famiglie a Copparo), hanno cominciato a prendere di mira una loro concittadina, coetanea e compagna di istituto (una scuola superiore della città), conosciuta già da diversi anni. Prima si è trattato perlopiù di offese e derisioni, ma l’escalation è stata continua, fino ad arrivare all’episodio più grave avvenuto mercoledì 31 gennaio, quando alla fermata dell’autobus le tre sono passate alle maniere forti, partendo dalle ingiurie, passando a strattonamenti e spintoni. Il tutto sarebbe avvenuto di fronte a numerosi testimoni, ma nessuno sarebbe intervenuto per prendere le difese della vittima. Quest’ultima, se in un primo momento ha deciso di non raccontare quanto avveniva ai genitori, proprio in seguito all’ultimo episodio ha deciso di parlare anche perché, nel frattempo, la vittima ha cominciato a cambiare le proprie abitudini, i comportamenti quotidiani, fino a dover ricorrere a cure sanitarie per ricorrenti stati d’ansia. E così quello che era iniziato come bullismo (già gravissimo di per sé) è diventato stalking. Qualche campanello d’allarme ai genitori era dunque già arrivato, fino al racconto dell’episodio avvenuto il 31 gennaio, che li ha spinti a rivolgersi ai carabinieri di Copparo.

I militari, a quel punto, hanno iniziato a svolgere le prime indagini, risalendo all’identità delle tre sedicenni, tutte di nazionalità marocchina. Verificati i fatti e accertato che l’identità combaciava con quanto raccontato dai genitori della vittima degli abusi, i carabinieri hanno dunque potuto procedere con la denuncia a carico delle tre ragazzine, nonché a segnalare le stesse al Tribunale dei minori di Bologna, per occuparsi della vicenda e, eventualmente, prendere ulteriori provvedimenti coinvolgendo le rispettive famiglie.

Adesso la speranza è che la vittima degli abusi possa finalmente godersi un po’ di pace e non dover temere più nulla dalle tre coetanee. E che quanto avvenuto sia da monito anche per chi ha assistito all’escalation dei comportamenti persecutori delle tre bulle, senza fare alcunché per farle smettere o per denunciare quanto stava accadendo.

Davide Bonesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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