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Scuola addio, gli alunni si preparano al trasloco

Dosso, a marzo il cantiere per le nuove elementari e la demolizione del plesso attuale Bambini a Sant’Agostino dal 26 febbraio e domenica foto ricordo davanti all’edificio

DOSSO. Scatta il conto alla rovescia per l’abbattimento della scuola elementare di Dosso che potrebbe avvenire entro la prima metà di marzo. Tra meno di un mese infatti (il 6 marzo) si insedierà il cantiere e, di lì a poco, si procederà con la demolizione dell’edificio. Gli studenti di Dosso però lasceranno la scuola attuale già da lunedì 26 febbraio.

Gli alunni delle classi prima, seconda e terza verranno ospitati all’interno dei due laboratori multimediali delle scuole elementari di Sant’agostino (qui ci saranno anche due aule speciali a disposizione degli alunni disabili), mentre le classi quarta e quinta, termineranno l’anno scolastico nelle aule delle scuola media santagostinese. «Siamo pronti a partire – ha affermato Roberto Lodi, sindaco di Terre del Reno -. Subito dopo le elezioni inizieranno i lavori e contiamo di rispettare i tempi che ci siamo prefissati». Il nuovo edificio, come quello attuale, si svilupperà su due piani; non sarà tutto a pian terreno come le medie di Sant’Agostino ricostruite subito dopo il sisma del 2012. La ditta però che si occuperà di costruirlo, sarà la stessa che sei anni fa costruì il plesso post terremoto.

Come preannunciato i rientri pomeridiani verranno sospesi ma resterà garantito il servizio di dopo scuola. Proprio questo era uno dei nodi che più avevano preoccupato i genitori. «Quando con le navette i piccoli studenti verranno riportati da Sant’Agostino a Dosso – prosegue il primo cittadino – potranno frequentare il doposcuola alla materna parrocchiale paritaria quindi non dovrebbero esserci particolari scombussolamenti nelle abitudini quotidiane di bambini e famiglie». Non tutti però sono favorevoli a questa operazione; c’è chi continua a sostenere che l’abbattimento non fosse indispensabile.

«L’edificio - afferma Giancarlo Pola, ex studente dossese e ex preside della facoltà di economia a Unife -, costruito nel 1939, aveva resistito bene alle scosse e forse, invece che ricostruire da zero, era sufficiente svolgere gli adeguamenti necessari. Penso che demolirlo sia un atto crudele». E la sua non è l’unica voce “fuori dal coro”. Intanto si accavallano le “operazioni memoria”.

Domenica alle 14.30 nel piazzale davanti alle elementari, verrà scattata una grande foto di gruppo per immortalare il momento e le tante generazioni che sono passate per quelle aule. L’invito infatti, che da giorni sta girando sui social network, è aperto a tutti gli ex studenti, indipendentemente dall’età. In quell’occasione poi, verranno raccolte anche vecchie fotografie che potranno essere scansionate e inserite in un album digitale; una testimonianza importante per la vita del paese e della comunità.

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