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DAL 25 MARZO

Giro di vite sulla pesca sportiva: bottini più leggeri

Con la nuova stagione entrano in vigore i limiti di cattura. La norma regionale Interessa oltre tremila ferraresi

FERRARA. Dal 25 marzo entra in vigore anche in provincia di Ferrara come nel resto della regione il nuovo regolamento sulla pesca nelle acque interne.

Maggiore tutela della fauna ittica, con particolare attenzione alle specie autoctone in diminuzione - come barbo, lasca, latterino e vairone - e salvaguardia dell’ecosistema acquatico, per evitare il rischio di un eccessivo sfruttamento dei corsi d’acqua. E ancora, valorizzazione del ruolo dell’associazionismo - specialmente per quanto riguarda la formazione dei giovani e l’organizzazione delle gare sportive - e salva la pesca dell’anguilla, pur in presenza di alcune precise limitazioni sull’impiego delle attrezzature per la cattura, le misure minime e le quantità giornaliere consentite.

Il provvedimento interessa in Emilia-Romagna una platea di circa 40mila appassionati, circa 3mila solo a Ferrara, oltre ad una ristretta cerchia di pescatori professionali.

Le modifiche più significative riguardano l’introduzione di limiti quantitativi giornalieri o stagionali di prelievo per molte specie d’acqua dolce rare (tinca, vairone, lasca, barbo, ecc.). Diverse anche le tipologie di pesci per le quali per la prima volta è stata fissata una taglia minima di detenzione, oppure è aumentata quella attualmente valida.

Sempre per salvaguardare maggiormente il patrimonio ittico autoctono un’altra importante novità riguarda l’introduzione per alcune specie (alborella, cavedano, lasca) del divieto di cattura in determinati periodi dell’anno, oltre a descrivere con la massima precisione le esche, le pasture, nonché le attrezzature consentite. Così ad esempio la “mazzacchera” sparisce dalla lista degli strumenti ammessi per la cattura dell’anguilla, specie di grande interesse commerciale e oggetto di speciali misure di tutela nell’ambito di un più ampio piano di gestione adottato dalla Regione in linea con le direttive Ue (con le nuove regole la taglia minima di cattura aumenta da 30 a 40 centimetri).

Per la prima volta , sottolinea la Regione, viene codificato nel regolamento il rispetto del “benessere” dei pesci,considerati alla stregua degli animali d’allevamento, come vacche o suini.

Inoltre viene esteso ad altre specie protette dall’Ue (come vairone e barbo) l’obbligo di rilascio immediato finora previsto solo per alcuni pesci.

Infine, altra novità di rilievo, l’avvio di corsi di formazione rivolti agli under 18 per favorire l’apprendimento da parte dei giovani delle nuove modalità di pesca ed educarli ai valori del rispetto dell’ambiente e della salvaguardia del patrimonio ittico.

Lauro Casoni
 

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