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Dolore e sgomento in paese: «Una famiglia normale...»

BOSCO MESOLA. Dolore, rabbia e sgomento trasparivano, ieri pomeriggio, nei volti degli inquilini della palazzina di via Guido Rossa a Bosco Mesola, dove due donne, la mamma e la nipote 15enne di...

BOSCO MESOLA. Dolore, rabbia e sgomento trasparivano, ieri pomeriggio, nei volti degli inquilini della palazzina di via Guido Rossa a Bosco Mesola, dove due donne, la mamma e la nipote 15enne di Demis Fogli, sono state brutalmente aggredite. Un residente, poliziotto di lungo corso che presta servizio a Porto Tolle, osserva di aver immaginato che qualcuno si fosse sentito male, perché ho visto un’ambulanza qui in strada, mentre accompagnavo mio figlio a scuola. Questa è da sempre una zona tra ...

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BOSCO MESOLA. Dolore, rabbia e sgomento trasparivano, ieri pomeriggio, nei volti degli inquilini della palazzina di via Guido Rossa a Bosco Mesola, dove due donne, la mamma e la nipote 15enne di Demis Fogli, sono state brutalmente aggredite. Un residente, poliziotto di lungo corso che presta servizio a Porto Tolle, osserva di aver immaginato che qualcuno si fosse sentito male, perché ho visto un’ambulanza qui in strada, mentre accompagnavo mio figlio a scuola. Questa è da sempre una zona tranquilla. Un fatto del genere è inspiegabile».

«Una doccia fredda. Mi sono svegliato di soprassalto – ricorda Giacinto Spadoni, pensionato, residente nella palazzina in cui si è consumato il tentato duplice omicidio – e ho sentito la bimba, che dovrebbe avere 15 anni, urlare. Ho pensato ad un litigio in famiglia. Solo dopo ho scoperto cosa ha combinato il figlio di Antonella. Sono senza parole – va avanti l’anziano –, perché il giovane si vedeva poco qui, ma con la sua famiglia ho sempre avuto ottimi rapporti. Tutta brava gente».

Anche altri inquilini insistono sull’ipotesi di un raptus improvviso del 40enne di Bosco Mesola che da qualche anno lavorava come pescatore a Goro. Nulla insomma avrebbe lasciato presagire all’epilogo di sangue di ieri. Qualcuno rileva che alcuni anni fa il giovane aveva scontato un breve periodo di arresti domiciliari in casa, proprio dove ieri ha aggredito ferocemente la mamma e la nipote, per problemi di droga. «Non ho dato peso ai rumori e alle grida. Ho sentito che più volte la mamma gridava al figlio vai fuori di qua – interviene Ermanno Fogli, un altro residente –; ma si sa qualcosa della mia vicina e di sua nipote, come stanno? ». Al primo piano, dove abita Daniela Fogli, l’inquilina che ha spalancato la porta alla giovanissima nipote sfuggita alla presa dello zio, nessuno ha voglia di parlare. Trincerati in un silenzio che racchiude dolore ed incredulità, la famiglia che ha lanciato le richieste di soccorso, assicura di aver già riferito tutto ai carabinieri.

Katia Romagnoli