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Forza Italia agli azzerati: più risarcimenti con il Fitd

Elezioni politiche, l’impegno di Bernini: i risparmiatori al primo posto La cura per l’economia? «La flat tax, renderà non conveniente evadere» 

Il Fondo interbancario è l’interlocutore «più sostanzioso e ragionevole» per aumentare i risarcimenti agli azzerati di Carife e delle altre banche dissestate, rispetto ai 100 milioni stanziati dal governo. È Forza Italia, per bocca di Anna Maria Bernini, che sceglie questa strada per rassicurare gli azzerati, piuttosto che quella dei fondi dormienti («in questi anni li ho visti utilizzare 5-6 volte») o dei fondi pubblici. La senatrice bolognese, a capo della lista Senato est che contiene anche l’assessore bondenese Cristina Coletti, si è fermata a parlare con gli azzerati Stefano Tamisari e Maria Grazia Esposito ieri mattina all’Hotel Astra, prendendosi precisi impegni, «ci metto la mia faccia oltre che parlare per Forza Italia, alcune posizioni le ho seguite personalmente come avvocato e so che tragedia, un armageddon, abbia rappresentato questa vicenda per tanti risparmiatori veri. Certo, sarebbe bene che vi facciate garantire anche dalle altre forze politiche, dal Pd che pure ha firmato la risoluzione, al M5s». Gli azzerati hanno già visto i candidati Leu e, ieri sera, quelli della Lega, presentando le loro cinque richiesta in merito ai rimborsi («con i 100 milioni ci prendiamo al massimo un caffè» è il calcolo di Tamisari): la vicenda Carife si conferma un fattore della campagna elettorale.

Bernini, che era accompagnata da Paola Peruffo, candidata alla Camera Ferrara, ha preso posizione contro gli arbitrati, «con gli arbitrati ci lavoro ma questi non mi piacciono, perché scaricano l’onere della prova sui risparmiatori». L’altro impegno preso da Bernini è un faccia a faccia con gli azzerati, «per discutere nel dettaglio le vostre proposte». All’incontro pubblico la senatrice ha aggiunto qualche particolare della sua proposta: «Non penso al rimborso di tutti gli azionisti, escluderei quelli istituzionali e chi aveva consapevolezza dei rischi corsi. Bisognerà valutare l’esistenza della pratica ingannevole, quindi guardare caso per caso. La situazione non è quindi la stessa degli obbligazionisti. Ma questo sarà uno dei primi provvedimenti della prossima legislatura». Poche chance di ripartire dalla commissione banche, «è stata utile solo per garantire la candidatura nel Pd a Casini».

Poi l’ex ministro ha affrontato altri temi economici, «in una provincia con il 10,8% di disoccupazione ed un reddito al di sotto della media regionale, nulla di cui compiacersi. La cura è la riforma fiscale, la flat tax al 23% con la quale toglieremo la convenienza economica all’evasione, in quanto costerà di più costruire rifugi nei paradisi fiscali che pagarla. Poi rivedremo i debiti con il fisco dei contribuenti onesti, che vogliono pagare ma non riescono a farlo subito: il contrario di quanto ha fatto il governo con la rottamazione Equitalia».

Stefano Ciervo

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