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L’AGGRESSIONE 

La ragazzina si è salvata fingendo di svenire

BOSCO MESOLA. Il terrore negli occhi di una ragazzina di 15 anni, una bambina di fronte all’accaduto. Si stava preparando per andare a scuola, come tante altre mattine, la nipote della donna...

BOSCO MESOLA. Il terrore negli occhi di una ragazzina di 15 anni, una bambina di fronte all’accaduto. Si stava preparando per andare a scuola, come tante altre mattine, la nipote della donna aggredita dal figlio e aggredita a sua volta. Dorme spesso a casa della nonna, un po’per farle compagnia un po’perché il rapporto è come tante volte accade di quelli forti, speciali. La quindicenne ha sentito del trambusto, ha riconosciuto la voce dello zio, poi le grida d’aiuto di Antonella Fabbrini, 61 anni. L’ha trovata stesa sul pavimento della camera da letto, con il figlio (suo zio) Demis Fogli con addosso solo le mutande che le teneva la testa sulle mattonelle ed ha urlato anche lei, forte, ed ha quindi cercato di aiutarla. Lui si è girato, con gli occhi di fuoco, l’ha guardata e a quel punto la sua attenzione si è spostata su quella ragazzina. In un attimo le mani dell’uomo hanno avvolto il collo della quindicenne, con l’intento di soffocarla. Lucida come inspiegabilmente si può essere lucidi in certe situazioni, la ragazzina ha fatto l’unica cosa sensata in quel momento: non solo non ha opposto resistenza ma si è finta morta, svenuta, buttandosi a peso morto sul pavimento. A quel punto l’uomo ha mollato la presa ed è fuggito. Difficile dire cosa abbiano fatto nonna e nipote in quei lunghi attimi, prima che lui tornasse di nuovo indietro ricominciasse a picchiare la 61enne. Il cuore batteva all’impazzata, le lacrime nona avano il coraggio di venire fuori e solo una forza mai vista ha permesso alla ragazzina di salvarsi e di difendere la sua nonna con tutte le forze. Due donne unite ancora una volta, due rocce davanti alla forza bruta di un uomo che ha perso la testa. Ha rischiato di morire, la quindicenne. In forse stato di choc è stata portata in un primo momento all’Ospedale del Delta di Lagosanto e quindi, per ulteriori accertamenti, all’Ospedale Sant’Anna di Cona dove si trova ricoverata anche la nonna.

Durissima, come prevedibile, la reazione dei parenti e dei genitori. Momenti davvero difficili per una famiglia che dovrà adesso lottare con tanti fantasmi e tante paure. A sera la ragazzina è stata dimessa ed ha potuto tornare a casa.

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