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emergenza freddo

Senzatetto cercano riparo all'ospedale di Cona

L'altra notte ne sono arrivati otto, alcuni in autobus e altri in ambulanza. Le proteste: «I tossicodipendenti cercano siringhe, bagni ridotti in stato pietoso»

FERRARA. Salgono sull’autobus, o su una corriera, e arrivano all’ospedale di Cona al calare della notte. Alcuni per calcolo, sfinimento o disperazione si lasciano andare e restano a terra, finché qualche passante allarmato fa intervenire un’ambulanza che li porta alla stessa destinazione, l’ospedale Sant’Anna. Il fenomeno non è nuovo, ma il ricorso all’ospedale come rifugio notturno da parte di senzatetto o tossicodipendenti si è acuito in questo periodo di freddo intenso. L’altra notte ne sono stati contati otto, accucciati tra le barelle del pronto soccorso, tra le sedie della sala di attesa, o sparsi in giro per i reparti. Insofferenti alle regole dei dormitori, “sfrattati” dalla stazione per effetto della chiusura notturna, queste persone disagiate nel migliore dei casi cercano di “mimetizzarsi” tra i pazienti dell’ospedale per trascorrere qualche ora di riposo al caldo, ma più spesso creano trambusto e problemi, come testimoniano alcuni operatori dello stesso nosocomio.

«Vanno in giro a chiedere soldi, disturbano, urinano anche dove capita, oppure lasciano i bagni in condizioni pietose. È anche successo che qualcuno si è chiuso nella toilette per fumare, facendo scattare l’antincendio, altri vanno in cerca di siringhe», affermano esasperati alcuni operatori. Nessun collegamento, comunque, con gli episodi di vandalismo incendiario registrati tempo fa proprio nei bagni dell’ospedale: allora si era trattato di atti deliberati, qui siamo nella sfera dell’incuria e dell’assenza di controllo. Non senza astuzia, però. L’ultima corsa di ritorno da Cona a Ferrara parte attorno alle 21, e gli “infiltrati” hanno cura di arrivare dopo quell’ora, quando risulta difficile allontanarli, così come hanno l’accortezza di andarsene poco dopo le 7, prima dell’arrivo degli addetti ai controlli.

Ma c’è anche chi rischia seriamente l’ipotermia. In pieno inverno l’abuso di alcol o di altre sostanze può mettere in serio pericolo di vita chi non ha un posto caldo per la notte. Negli ultimi giorni si sono registrate alcune richieste di aiuto, soprattutto nel Copparese, dove un quarantenne di origini rumene è stato soccorso dal 118, arrivato insieme ai carabinieri all’autostazione di Copparo. La sera successiva la stessa persona è stata raccolta di fronte alla stazione dei carabinieri di Ambrogio: entrambe le volte l’intervento sanitario ha scongiurato il peggio. Alcuni passanti hanno chiamato il 118 per una persona ubriaca e riversa a terra, nella zona di via Bologna a Ferrara, evitandogli così una notte all’addiaccio che poteva risultargli fatale.

Alessandra Mura
 

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