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«Federico tradito dalle leggi»

Il 17enne morì travolto da un’auto, ieri il conducente ha patteggiato un anno di pena. I genitori: non è giustizia

Incidente a Cologna, muore ragazzo di 17 anni

TAMARA. Un anno dopo la tragedia che costò a vita di Federico Albertin, 17 anni, che abitava a Tamara e studiava in città all’Iti di Pontegradella, ieri in tribunale l’automobilista accusato di omicidio colposo del ragazzo ha patteggiato la pena di un anno: pena che rientra nei calcoli tecnico-giuridici, rispettando correttezza e applicazione delle norme ma che non è accettata dai genitori di Federico, Claudia Maccapani e Luciano Albertin. Ieri dopo la sentenza, nonostante le spiegazioni del loro avvocato di parte civile, Alberto Balboni, non capivano e spiegavano con rabbia: «Ci sentiamo traditi dalla giustizia italiana, da quelle leggi che hanno voluto l’omicidio stradale e che oggi permettono all’imputato di essere libero e noi senza nostro figlio».

Ma, spiega l’avvocato della famiglia Albertin, «occorrerebbe rivedere la legge sull’omicidio stradale, poichè prevede dei meccanismi favorevoli solo agli imputati, le persone che compiono omicidio stradale anche nelle casistiche più lievi». Ribadisce, l’avvocato Balboni, l’estrema correttezza della decisione, ma in questo caso - spiega - la pena poteva essere calcolata partendo da pene più alte e invece meccanismi adottati hanno permesso all’automobilista di chiudere la vicenda processuale. Ma non si può chiudere affatto il caso umano, spiegano i genitori di Federico, Claudia Maccapani e Luciano Albertin: «Era colpevole al 100% l’automobilista, gli hanno dato tutti gli sconti possibili ed è libero: ma noi nostro figlio non ce l’abbiamo più, da un anno, dall’anno scorso».