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MIGLIARO

La stazione cade a pezzi. I passeggeri tra degrado e cattivi odori

Quello che sembra un rudere abbandonato è una fermata utilizzata Il tetto è crollato, montagne di rifiuti sul retro e sala d’attesa indecente

Migliaro, la stazione cade a pezzi Nel video di Filippo Rubin lo stato di degrado nel quale versa la stazione ferroviaria di Migliaro LEGGI L'ARTICOLO

MIGLIARO. A prima vista nessuno lo direbbe mai. Eppure la stazione ferroviaria di Migliaro non è archeologia industriale, un luogo in disuso da anni, ma una fermata importante per i treni della Fer (Ferrovie Emilia Romagna) che servono più volte al giorno la cittadina, portando avanti e indietro dalla città studenti e pendolari.



Il nastro bianco e rosso che delimita parte della zona di quello che una volta era l’ingresso, le finestre chiuse o rotte da cui entrano ed escono quantità indefinite di piccioni ma soprattutto l’ammasso di rifiuti sistemati nel cortile alla meno peggio, ben rendono l’idea del paradosso: un luogo abbandonato e nello stesso tempo frequentato ogni giorno da decine di persone che usano un servizio fondamentale e primario per la collettività. La sicurezza? Un optional, perché dal tetto continua a cadere della roba e sotto, ad aspettare il treno sulla banchina come anche nello spazio verde attorno, qualcuno c’è sempre.

Il terremoto del 2012 ha messo in ginocchio la struttura, come anche la piccola casa cantoniera pochi metri più avanti, ma è stato il temporale dell’agosto scorso a dare il colpo di grazia, facendo crollare parte del tetto direttamente in strada e scoperchiando diverse zone dello stesso. «Sono venuti a sistemare, certo – raccontano alcuni residenti -. Hanno vuotato il piano alto perché tra sole cocente e pioggia si era rovinato tutto e hanno fatto l’enorme sforzo di portare tutto qui in cortile. Non solo, quando sono venuti a tagliare l’erba, hanno girato intorno ai rifiuti e nello spazio tra un cancello e l’altro non ci sono nemmeno arrivati. Troppa fatica. Tanto ci abitiamo noi qui intorno, a loro cosa cambia?».

Poltrone, sedie, tavoli ed altri oggetti in bella vista dietro al basso recinto di cemento «e decine di animali che vengono fuori in ogni momento perché hanno trovato una casa comoda». Non solo, «la stazione è chiusa da anni, resta aperta la porta di una sala d’attesa che non abbiamo capito se è stata forzata o se hanno deciso di lasciarla così almeno quando piove i ragazzi un riparo lo hanno. Ma è uno schifo, uno schifo con un puzzo tremendo dentro perché qualcuno ci fa i bisogni».

Infine, «aspettiamo la tragedia, magari qualcuno arriva...».
 

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