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L’allarme dei sindacati: persi mille posti di lavoro

Le stime stilate in vista delle votazioni di aprile per il rinnovo delle Rsu «Nessuno si rende conto in che condizioni lavorano, a scapito della qualità»

Mille dipendenti pubblici in meno nel giro di tre anni in provincia di Ferrara. È la stima dei sindacati della funzione pubblica, alla vigilia del voto per il rinnovo delle Rsu. Secondo le organizzazioni sindacali il tributo più rilevante è stato pagato da comuni e sanità (che se Asl e Sant’Anna hanno fornito un quadro diverso). A suon di blocco del turnover e degli impieghi a tempo determinato, solo di recente allentato, e a pochi giorni dal rinnovo del contratto degli statali, è un pubblico impiego indebolito quello che va al voto, dal 17 al 19 aprile, per il rinnovo delle Rsu. L'emorragia di personale si ricava dal numero degli aventi diritto al voto: ora circa 9mila contro i 7.900 del 2015. «Questo si è tradotto - dice Natale Vitali (Cgil) - in una riduzione dei servizi al cittadino. Nessuno si rende conto delle attività e soprattutto in che condizioni i lavoratori si ritrovano a essere impiegati: è evidente che la qualità scade».

Si voterà per eleggere con sistema proporzionale puro 264 rappresentanti: 151 negli enti locali, 56 in quelli statali e ministeriali, 157 nella sanità. Nelle precedenti tornate mai si è andati sotto l'80% di affluenza e i confederali fanno un appello alla partecipazione.

«La nostra rappresentanza è certificata. Oggi il sindacato ha una sua importanza, grazie alla tenacia e costanza dimostrate sui luoghi di lavoro», sostiene Francesco Bertelli (Cisl).

Dal 2014 in poi «è stato drastico il taglio ai permessi sindacali - osserva Sabrina Cerini (Uil) affiancata da Fabio Izzi - mentre i membri delle Rsu sono rimasti invariati. Vorremmo dare un segnale forte, viste le promesse non mantenute negli ultimi anni dalla pubblica amministrazione: i risultati, anche a Ferrara, sono stati insoddisfacenti, creando disaffezione». Ognuno al voto correrà per sé, mentre gli avversari di Cgil, Cisl e Uil sono l'Usb e le altre sigle autonome. «Dicono che il contratto statali appena firmato - spiega Vitali - sia il peggiore della storia: facile per loro che non siedono ai tavoli».

Fabio Terminali

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