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Maxi sequestro di droga: trafficante condannato

Cinque anni e mezzo al giovane albanese arrestato in ottobre a Lido Spina. Ai magistrati ha detto che non sapeva di trasportare due tonnellate di marijuana

Maxi operazione droga a Lido Spina Il video della droga recuperata nell'operazione di martedì notte a Lido Spina.LEGGI L'ARTICOLO

LIDO SPINA. Finora si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere, Rolando Rapaj, il diciannovenne albanese arrestato nell’ottobre scorso dai carabinieri a Lido Spina, in seguito all’operazione che aveva portato al sequestro di due tonnellate di droga.

Ha rotto il silenzio ieri, davanti al giudice Silvia Marini, al processo con rito abbreviato che lo vede imputato per traffico internazionale di stupefacenti. Dichiarazioni, le sue, tutt’altro che utili per aiutare gli inquirenti a ricostruire la rete di complicità e le nuove rotte della via della droga. Il ragazzo ha detto addirittura che non sapeva che si trattasse di un carico di droga, si sarebbe limitato ad accettare di svolgere un incarico proposto da un suo connazionale, del quale, però, non ha saputo fornire l’identità.

Per Rapaj è arrivata una condanna a 5 anni e mezzo e 53.300 euro di multa, con sostanziale accoglienza della richiesta del pubblico ministero Stefano Longhi di 6 anni e 60mila euro di multa.

Rapaj si trovava a bordo di uno dei due furgoni intercettati a ottobre a Lido Spina, durante un controllo contro la pesca di frodo da parte dei carabinieri di Comacchio e Ferrara e dal reparto Biodiversità di Ravenna. La droga era arrivata via mare dall’Albania, in novanta pacchi sigillati, impermeabili, e con galleggianti all’interno. Ad attenderli, sulla spiaggia antistante i bagni Piramidi e Giamaica c’erano due furgoni, individuati e bloccati dai carabinieri. Alla vista dei militari gli occupanti dei mezzi erano riusciti a fuggire, mentre Rapaj era stato individuato e arrestato la mattina successiva, mentre vagava a piedi sporco di sabbia e graffiato dai rovi, nella zona che i militari avevano provveduto a cinturare alla ricerca dei fuggitivi. Ma se il giovane albanese è stato l’unico a finire in manette, nel frattempo le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare le due persone che, pochi giorni prima, avevano acquistato i furgoni che dovevano servire a trasportare il maxicarico di marijuana arrivato sulle coste comacchiesi via mare, dall’Albania.

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Valona, considerata la capitale albanese della droga, e che è anche la città di provenienza di Rapaj. La condanna del giovane è il primo risultato processuale dell’indagine, che però è tutt’altro che finita. Rapaj è ritenuto solo una delle pedine di un’organizzazione criminale di primo piano nel traffico di droga, capace di movimentare grandissime quantità di stupefacenti da piazzare, quasi sicuramente attraverso basisti locali, nel Ferrarese e non solo.


 

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