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Voghenza e Voghiera hanno un solo cuore

L’impegno delle associazioni per due comunità coese e con obiettivi comuni. Il volontariato in evidenza ed è anche rinata la sezione dell’Avis 

Voghenza e Voghiera, un solo cuore

VOGHENZA. C’è un parco che separa Voghenza da Voghiera ma la comunità è una sola, coesa, vivace e attiva. Ed è qui che, giovedì pomeriggio, ha fatto tappa l’iniziativa “Un caffè con la Nuova” col direttore Luca Traini. Un “pit stop” nell’accogliente bar tabacchi Caffet’amo di Annarita Ferrari, un “box” curato, intimo, familiare con il sindaco Chiara Cavicchi che è già s ...

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Voghenza e Voghiera, un solo cuore

VOGHENZA. C’è un parco che separa Voghenza da Voghiera ma la comunità è una sola, coesa, vivace e attiva. Ed è qui che, giovedì pomeriggio, ha fatto tappa l’iniziativa “Un caffè con la Nuova” col direttore Luca Traini. Un “pit stop” nell’accogliente bar tabacchi Caffet’amo di Annarita Ferrari, un “box” curato, intimo, familiare con il sindaco Chiara Cavicchi che è già sulla linea di partenza con largo anticipo.



A raccontare come funziona Voghiera e dintorni, il via lo dà Valerio Marzola di “Voghenza in festa”. «Abbiamo rifondato il gruppo da un anno - dice soddisfatto - e oltre ai soldi, chi manca sono i giovani». E quando gli si fa notare che la Repubblica di San Marino vuole San Leo «non ci pensiamo neanche - risponde categorico Marzola -. Abbiamo persino una mostra fissa nel santuario e poi facciamo la sagra che dura 5 giorni e se non fosse per la burocrazia che ci uccide...». Di qui l’annuncio della formazione di una compagnia dialettale con 15 attori che presto sarà alla Sala Estense.

Il tema dei giovani che vanno altrove, è stato affrontato anche da Rodolfo Buzzoni il quale, oltre ad essere il capitano di una squadra di boccette, la “Centrale Voghiera” che partecipa al campionato provinciale serie A, è presidente della locale associazione di protezione civile. «Servono dei giovani perché per noi della classe ’55 - precisa - non è sempre facile dormire in tenda come abbiamo fatto col terremoto dell’Aquila e di Finale Emilia. Quindi ci vorrebbero i rincalzi e qualche soldo in più. Qui da noi, cerchiamo di essere vicini al territorio per dare una mano sulla sicurezza in collaborazione con la polizia municipale».

Fresca di rinascita, è la sezione Avis e Marcello Cavicchi, medico, con una punta di orgoglio, racconta che «il primo anno di insediamento è positivo visto che rischiavamo di chiudere. C’è un consiglio nuovo - spiega -, con 13 persone e con diversi giovani. L’aver fatto anche solo il passaggio di consegne è stato positivo. Le donazioni (un più 6%), avvengono nella sala civica e l’impegno e la voglia di mettersi in gioco non manca».

A mettere in bella vista la Pro Loco è Lorenza Campi, che evidenzia l’entusiasmo dei giovani, con buoni risultati per la sagra di S. Antonio e di “Voghiera in tavola”(10/11 luglio) dove i ristoratori presentano i loro piatti. Pro Loco e anche sinonimo di iniziative per Natale «ma in cantiere - annuncia Lorenza Campi - abbiamo in programma per aprile il gemellaggio con la cittadina francese di Solomiac: 5 giorni tutti da vivere». E di Pro Loco giovani parla Marcello Verdacci, da 15 mesi contento di farne parte soprattutto in una logica di promuovere Voghiera tenendo conto della solidarietà collaborativa con Libera.

Su come funziona il percorso delle Delizie, l’assessore Paolo Benetti, parla di un «fervore associativo», di una realtà storica, con un’area archeologica, di un museo, di iniziative che vi gravitano attorno e di una villa Mazzoni riqualificata. E in quest’ambito è attivo un gruppo di volontari che tiene in piedi (aperto il sabato e la domenica) il modellismo storico. L’altro fiore all’occhiello di questa comunità è sicuramente Voghiera Soccorso (via Bruno Buozzi, 17, Tel/fax: 0532-818104 e cell: 340-8040250 per richieste di servizi e trasporti diurni e notturni); una onlus nata nel 2004 con 70 soci di cui 45 soccorritori, legata dal coordinamento con Ape Ferrara, Nico soccorso, P.A. Portomaggiore e Valle Pega Argenta.

«Abbiamo iniziato per gioco e per il territorio - racconta soddisfatto Paolo Periari -. Ero incredulo ma ci abbiamo dato l’anima e oggi siamo una realtà che è cresciuta e ha formato il personale per l’emergenza. Dal 2015 abbiamo un’ambulanza pediatrica e gratuitamente interveniamo per il trasporto di bambini in tutt’Italia. Abbiamo “cardioprotetto” le frazioni formando il personale sull’utilizzo dei 6 defibrillatori. Ci rimangono, perché sono scoperti, i carabinieri e la polizia municipale, ma lo faremo».

Orgoglioso, infine di far parte dei 250 residenti di Ducentola, si è detto Ivan Bonora che ha annunciato di aver adottato un dialetto doc.

Giorgio Carnaroli