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Fassino in trincea: noi unico argine alla deriva populista
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Fassino in trincea: noi unico argine alla deriva populista

Il capolista del Pd per la Camera fa appello al voto utile. L’impegno per gli azzerati: presto i criteri per i rimborsi

FERRARA. Passeggia per il centro cittadino, stringe mani, sorride, raccoglie umori e consensi. Piero Fassino, capolista del Partito Democratico alla Camera, già segretario dei Ds, sindaco di Torino e ministro, a Ferrara è di casa.

Onorevole, per essere un candidato “paracadutato”, dobbiamo riconoscerle una presenza costante e un’agenda fitta di appuntamenti sul territorio.

«I precedenti incarichi politici e di governo mi hanno portato a frequentare intensamente questa terra che esprime forti valori di sinistra e cultura riformista. Sono onorato di essere capolista qui e mi assumo l’impegno di fare il parlamentare del territorio, coltivando un rapporto costante con le comunità di Ferrara e di Modena».

Parla di legami in una fase politica segnata da un generale scollamento tra il popolo e i propri rappresentanti…

«In questi anni si è acuita la distanza tra cittadini e politica, è vero. Vi ha concorso anche la crisi economica che ha prodotto molte ferite sociali. Uno dei temi fondamentali è proprio ricomporre e riconquistare il rapporto con i cittadini. In piazza ho ascoltato domande, dubbi, interrogativi, ma anche incoraggiamenti: “forza, avanti, che questa volta è molto importante”, mi ha detto una signora. E’ così, stavolta è più importante che mai».

Perché definisce il 4 marzo un passaggio decisivo?

«Vede, in settant’anni di democrazia, ogni elezione politica è stata vera, tirata, ma mai sono stati in discussione i fondamenti della convivenza democratica. Oggi, per la prima volta, ci sono forze politiche che chiedono esplicitamente il voto per scardinare quei valori: i Cinque Stelle e la Lega, e Casa Pound e Forza Nuova che si richiamano esplicitamente al fascismo. Per questo è fondamentale scegliere noi. Il Pd e la coalizione di centrosinistra sono l’unico argine a quella deriva».

Leu può farvi male?

«Risulta evidente che la decisione di Leu di presentarsi da soli sia un danno per il centrosinistra e un vantaggio per centrodestra e Cinque Stelle. Nei collegi uninominali i candidati di Leu non hanno chances di elezione, ma possono far perdere i nostri candidati. Ai loro elettori va detto chiaramente che per arginare Berlusconi, Salvini e Di Maio la scelta utile è il voto al Pd e al centrosinistra».

Fa un appello al “voto utile”. Sostenuto da quale programma?

«Oggi l’Italia è un Paese più solido e più sicuro di cinque anni fa. Ci stiamo lasciando alle spalle la crisi. Produzione, export e consumi sono in ripresa - in Emilia Romagna più che altrove – e l’ultimo dato sull’occupazione parla di 23 milioni di persone al lavoro, la più alta cifra dal 1977. Agli elettori diciamo: consolidiamo la ripresa, continuiamo su questa strada perché c’è ancora molto da fare».

In che direzione?

«Il primo obiettivo resta il lavoro: stabilizzare chi ha un impiego a termine e creare nuovo lavoro con misure che incentivino le imprese a investire e ad assumere. E un grande investimento nella formazione di ogni tipo per offrire a ogni giovane più opportunità. E poi un sistema di servizi sociali e tutele per le famiglie. Una società in cui il tempo di vita si allunga ha bisogno di un grande impegno sulla cura delle persone, a partire dal sostegno alla non-autosufficienza. E contemporaneamente offrire alle giovani coppie le politiche necessarie alla loro vita».

Questo scorcio di campagna elettorale è stato segnato da scambi di accuse pesanti sulla sicurezza. Qual è la sua posizione?

«La sicurezza non è destra o di sinistra, è un diritto di ogni cittadino. In questi anni il governo vi ha investito rinnovando i contratti per le forze dell’ordine e con nuove assunzioni, rafforzando gli organici della magistratura, dando più potere ai sindaci. Anche su questo fronte, bisogna proseguire senza disperdere ciò che di buono è stato fatto, contrastando ogni forma marginalità e sanzionando con severità chi viola le leggi».

E sull’immigrazione?

«Un fenomeno epocale come le migrazioni genera naturalmente ansie e paure nella popolazione, non è una novità. Spetta alla politica liberarci da quelle angosce, costruendo forme di convivenza e di integrazione che tutelino sia gli italiani sia gli stranieri. I diritti degli uni e degli altri contemporaneamente e uguali doveri. Questo è il punto chiave, questa è la proposta del Pd. Poi c’è chi come Salvini invece soffia sul fuoco e finisce con l’alimentare un clima pericoloso, come a Macerata».

La terra democratica di cui diceva è rimasta scottata dall’azzeramento di Carife. Cosa raccontate ai risparmiatori traditi?

«Spieghiamo che questo governo ha tutelato i redditi delle famiglie. Togliendo la tassa sulla prima casa, con gli 80 euro in busta paga, con le 14esime per le pensioni più basse, con il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, con il reddito di inclusione a chi è in difficoltà. E anche intervenendo a salvare i risparmi delle famiglie. I soldi stanziati per intervenire sulle banche in sofferenza non sono un regalo ai banchieri, ma sono serviti a tutelare i risparmiatori: abbiamo messo al riparo i correntisti, poi ci sono stati i ristori per i bond subordinati, da ultimo il fondo per i piccoli azionisti».

Il fondo è stato varato a dicembre ma non è ancora attivo, né la dotazione di cento milioni pare sufficiente...

«Il ministro Padoan mi ha assicurato che il regolamento sui criteri di accesso è in dirittura d’arrivo e dalla primavera le famiglie che hanno perso i risparmi investiti nelle azioni Carife potranno chiedere i rimborsi. Contemporaneamente dovremo alzare la dotazione del fondo e intendo impegnarmi da subito per questo obiettivo». (l.t.)


 

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