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l’appello agli altri enti è l’ultima carta 

Fondazione Carife, tre mesi per evitare la liquidazione

Tre mesi per decidere le sorti della Fondazione Carife, ormai al bivio tra un salvataggio dell’ultimo momento che comporterebbe comunque la perdita dell’autonomia, e una liquidazione densa d’incognite...

Tre mesi per decidere le sorti della Fondazione Carife, ormai al bivio tra un salvataggio dell’ultimo momento che comporterebbe comunque la perdita dell’autonomia, e una liquidazione densa d’incognite anche sotto il profilo giuridico. Quest’ultimo scenario, tra l’altro, aprirebbe un punto interrogativo sulla preziosa quadreria oggi custodita dalla Pinacoteca Estense, ma ancora di proprietà di Palazzo Crema. Entro maggio, dunque, il presidente Riccardo Maiarelli e l’intero Cda dovranno tirare le somme sull’appello lanciato pubblicamente lunedì, al termine di assemblea e organo d’indirizzo, che sarà riassunto nelle lettere in partenza già domani verso tutte le fondazioni di origine bancaria associate nelle Acri. Solo l’intervento di altre fondazioni, attraverso un’operazione di fusione, potrebbe a questo punto scongiurare lo scenario di una rapida liquidazione, in quanto gli amministratori non sono più disposti a firmare bilanci in sicura perdita, esponendosi anche a rischi legali rilevanti.

«Purtroppo l’intervento legislativo per favorire fiscalmente gli aiuti da parte delle altre Fondazioni non è andato in porto nella Legge di stabilità - ribadisce Riccardo Maiarelli, presidente di Palazzo Crema - così ci siamo trovati, d’accordo con il ministero, a lanciare l’appello. No, non ci sono trattative già delineate, diciamo che ci sono Fondazioni più interessate di altre. Modena? Purtroppo si tratta di una fondazione istituzionale, controllata cioè da enti locali e università e non da soci privati come noi, il che rende tutto più difficile». Nell’emendamento mai approvato erano previsti vantaggi fiscali per le erogazioni su welfare e sociale, che avrebbero incentivato indirettamente la fusione tra enti.

La liquidazione di una fondazione su base assembleare è una procedura non normata, ed è lecito chiedersi che fine farebbero in quel caso i 109 quadri oggi riuniti un’unica collezione, affidati per altri 10 anni alla Pinacoteca nazionale ma ancora nel patrimonio (disponibile o meno?) della Fondazione. Andrebbero periziati, al di là del valore di libro di 9 milioni di euro, per essere probabilmente rivenduti: una perdita enorme per Ferrara.

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