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Paragone, è sempre show «Stop ai privilegi dei forti»

Il candidato M5s ha riproposto i suoi attacchi a banche, multinazionali e trattati Colossi del web grandi evasori. Franceschini? «Agli azzerati porta solo pasticcini»

Nel marzo scorso aveva riempito la Sala Estense con il suo spettacolo, a pagamento, contro le banche. Ieri pomeriggio Gianluigi Paragone, da candidato M5s al Senato nel suo collegio di Varese, ha riproposto i suoi ragionamenti di fronte ad un centinaio di simpatizzanti pentastellati, nel gelo di piazza Trento Trieste. Senza dover ritoccare più di tanto i testi, semmai allargando il fronte alle multinazionali, compresi i colossi del web, e all’ideologia liberista. «Il mondo dei più forti che crescono ai danni dei semplici cittadini deve finire, e la politica può farlo» è il concetto di fondo, quello che ha preso più applausi da chi, Azzerati Carife compresi, stava partecipando al primo comizio all’aperto di questa campagna elettorale cittadina.

Il faro di Paragone è la Costituzione, che tutela il risparmio («vi hanno chiamati speculatori, ma è con il risparmio portato in banca che si è costruito questo paese») ma anche «la dignità di una giusta retribuzione. Oggi vedo il ministro Calenda fare il paladino dei lavoratori (la vertenza Embraco, ndr) ma lui è un grande sostenitore dei trattati internazionali che sono il cavallo di Troia per smontare la Costituzione». Il consiglio è non comprare a rate, «con il debito vi rendono schiavi, fateci caso vogliono tutti vendere con prodotti finanziari». I più grandi evasori sono i colossi del web, Facebook, Apple e Amazon «che ha prestato il suo numero due Dario Piacentini a Renzi per l’Agenda digitale: così studierà il nostro sistema fiscale». Ce n’è anche per Dario Franceschini, «vi porterà il sottosegretario Baretta (domani, ndr) a fare promesse a portarvi dei biscottini da the. Doveva pensarci prima, e poi voi non avete bisogno di biscottini ma del risarcimento di un diritto violato: non un euro in più, non uno in meno». L’idea è di rendere permanente la Commissione banche. Gli azzerati Paragone li aveva incontrati in ufficio, prima del comizio, «condivide le nostre richieste di togliere i paletti ai rimborsi, in particolare niente prova della truffa» ha riportato Katia Furegatti.

Prima del giornalista hanno parlato i candidati Marco Falciano («a Ferrara inquinamento ovunque»), Ezio Roi («legalità molto trascurata») e Vittorio Ferraresi: «Gli imprenditori che hanno fatto fallire le banche sono legati al Pd. Franceschini? Deve ancora rispondere sulle consulenze alla moglie». (s.c.)

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