Quotidiani locali

IL LUTTO

La città non dimenticherà il grande documentarista

Nelle prossime settimane si penserà a uno spazio da dedicare a Folco Quilici Maisto: in lui convivevano rigore scientifico e grande capacità divulgativa

FERRARA. «Folco Quilici non sarà dimenticato dalla città», lo ha affermato Massimo Maisto, assessore alla cultura e vicesindaco di Ferrara che conserva un ricordo estremamente positivo del documentarista deceduto sabato mattina all’età di 87 anni. «Quilici – prosegue Maisto – aveva un rigore scientifico impeccabile ma, allo stesso tempo, anche una grande capacità divulgativa e non è una caratteristica comune. Nella maggior parte dei casi chi brilla in un campo, vacilla nell’altro; lui no. In più era simpatico e aveva un grande senso dell’umorismo». Il ricordo personale e umano trova poi supporto nelle parole “ufficiali” del vicesindaco che continua: «Nei prossimi mesi valuteremo come rendergli omaggio, magari attraverso l’intitolazione di una via o di una piazza o di una sala prestigiosa della città; ci confronteremo con la commissione toponomastica di Ferrara per individuare il luogo più idoneo e rappresentativo».

Addio a Folco Quilici, l'amore per il viaggio nel film "Fratello mare" Se ne è andato uno dei padri del documentario italiano. Folco Quilici si è spento a 85 anni. Nel video un estratto del documentario "Fratello Mare"(1975) e una piccola introduzione dove Quilici racconta il suo primo viaggio in Polinesia.Dal film 'Fratello Mare'

Folco Quilici, che con “Ultimo paradiso” vinse l’Orso d’Argento a Berlino nel 1957 per il miglior documentario e per “Oceano” il David di Donatello speciale per la regia nel 1972, è stato un esploratore, uno scrittore, un documentarista, un divulgatore naturalistico, un precursore e difficilmente potrà essere dimenticato perché vasta è l’eredità che lascia. Nel 1985 ricevette anche la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Dieci anni fa, era il settembre del 2008, gli era stato consegnato dall’allora ministro alla cultura, Sandro Bondi, il premio “La Navicella d’Oro”, riconoscimento conferitogli dalla Società Geografica Italiana perché “Folco Quilici, in oltre mezzo secolo di costante attività professionale in ogni luogo del pianeta ha configurato un personale modello di cineasta-viaggiatore”.

Nel 2010, in concomitanza con la consegna del “Mirto Govoni”, Quilici presentò a Ferrara “L’ultimo volo”, documentario che racconta la controversa figura di Italo Balbo e dei suoi ultimi giorni. L’opera venne presentata all’Apollo davanti una sala gremita e il documentarista in quell’occasione spiegò: «Ho fatto un lavoro di ricerca che mi ha portato a visitare gli archivi di Francia, Inghilterra e Egitto, oltre che quelli dell’Istituto Luce». Ne “L’ultimo volo” si alterano cinegiornali, immagini d’epoca e altre girate in studio per ricostruire frammenti di storie. «Le pellicole dei cinegiornali mostravano la nostra potenza bellica come invincibile. Le ho smontate e rimontate tenendo conto della storiai». Poi come era solito fare, sorridendo e quasi minimizzando, salutò il pubblico e disse: «Ho già superato gli ottant’anni ma ho altri progetti in cantiere; non sono ancora stanco». Dopo quella sera ci furono altri libri, incontri e presentazioni. Tra gli ultimi scritti anche la postfazione in “Tresigallo città di fondazione”, libro di Stefano Muroni, che lo ricorda così: «Per me è stato non solo un grande professionista ma anche un grande amico. Andai a casa sua a Roma in più di un’occasione e in ogni volta mi sono sempre sentito “a casa”; la notizia mi ha reso triste. È come se avessi perso un secondo nonno. Mi è dispiaciuto tantissimo». Mercoledì a Roma nella chiesa del Gesù, nell’omonima piazza, si terranno i funerali; occasione per dire addio al regista.

Samuele Govoni
 

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro