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Iter avviato, referendum a ottobre

Giannini e il comitato del “no” a Ro: non è momento di fare politica

RO. Il via libera della giunta regionale ai progetti di legge per la fusione tra i Comuni di Berra e Ro e per quella tra Formignana e Tresigallo, ha di fatto aperto l’iter per la nascita nel Ferrarese dei due nuovi enti. Un iter lineare, che rispecchia quello della precedenti fusioni tra Comuni avvenute in provincia, con la nascita di Fiscaglia (Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia) e Terre del Reno (Mirabello e Sant’Agostino). In sostanza ora i due progetti di legge che interessano le quattro comunità del Ferrarese saranno discussi in commissione e quindi passeranno all’assemblea regionale. Ciascuno dei progetti avrà un relatore di maggioranza e un relatore di opposizione. E tenendo conto che nelle precedenti fusioni che si sono avute in provincia i relatori di maggioranza sono sempre stati scelti tra i consiglieri regionali ferraresi (Roberto Montanari per Fiscaglia, Marcella Zappaterra per Terre del Reno) è ipotizzabile che anche per le due nuove leggi sulle fusioni siano chiamati come relatori la stessa Zappaterra e Calvano. L’assemblea legislativa, già in primavera dovrebbe essere in grado di fissare la data dei referendum, pronosticabili a inizio autunno. Dopo il voto dei cittadini - che l’assemblea regionale ha sempre rispettato, anche se solo consultivo - avverrà l’ultimo passaggio in consiglio regionale, di solito tra novembre e dicembre, per poi dare vita ai due Comuni nuovi (Ro-Berra e Formignana-Tresigallo) dal primo gennaio del prossimo anno.

Al momento non è ancora nota la data dei referendum, la stessa per entrambe le fusioni, probabilmente sarà nel periodo probabilmente all’inizio del mese di ottobre del 2018.

Intanto, il sindaco di Ro, Antonio Giannini, interviene per commentare la recente nascita di un comitato per il “no” alla fusione nel suo Comune, dopo che un gruppo simile era nato a Tresigallo. «In primis - dice - non entro nel merito del “sì” o “no” a Copparo, perché ci sono momenti in cui le comunità e le amministrazioni possono essere pronte a modificare la propria gestione. Per quanto mi riguarda il progetto di fusione avviato è quello di raccontare ai cittadini cosa succederà con la fusione, mentre non parlo degli investimenti possibili con i finanziamenti, perché questa è già politica. Per cui, è una bugia dire che il Comune di Ro chiuderà, anzi, il servizio che intendiamo proporre dovrà essere migliorativo per qualità e quantità. Al momento, l’unico servizio che abbiamo a Copparo è l’ufficio tributi, le altre 17 - e sottolineo 17 - funzioni sono conferite all’Unione e lì rimarranno anche dopo l’eventuale fusione. Non mettiamo in discussione Terre e Fiumi, anzi siamo dell’idea di rafforzarla».

In ogni caso il comitato per il “no” intende spiegare ai cittadini le proprie ragioni alla contrarietà verso la fusione: «È responsabilità di ogni amministrazione dare le giuste informazioni. Sono stato il primo a mettere in discussione la “mia” poltrona per il bene della comunità, del territorio. La fusione non è un progetto politico, tutt’altro, quindi prima il nostro dovere è spiegare bene il da farsi, poi ogni cittadino sarà libero di esprimere la propria opinione al referendum. E comunque vada, solo dopo tutti potranno fare campagna elettorale, ora no». (d.b.)

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