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Spal Calcio

La Spal fa suo il derby con super-Grassi

Vittoria fondamentale per la salvezza. Bologna in dieci fin dai primi minuti: dominio biancazzurro ma il finale è in affanno e Destro a 1' dal termine si mangia il gol del pari da un metro

FERRARA. Magnifica. Emozionante. Straordinaria. Una Spal mai vista. Come il San Giorgio innalzato dalla Ovest uccide il drago, i biancazzurri schiacciano il Bologna, si aggiudicano il derby, derbissimo, derbone, infilano la seconda vittoria consecutiva e compiono un passo fondamentale verso la salvezza. Incredibile prestazione della squadra di mister Semplici, dominatrice dall’inizio alla fine, quando pure rischia una beffa che sarebbe stata talmente ingiusta da far gridare a non si sa nemmeno cosa. Nel momento più difficile della stagione, dopo Napoli, la Spal ha trovato (a Crotone e ieri) l’impennata che può valere tantissimo.


Spal in campo con la formazione annunciata. Viviani, ex di turno, prende il posto dello squalificato Schiattarella. Felipe, di rientro dopo il turno di sospensione, viene preferito a Simic sul centro-sinistra della difesa. Bologna ad una punta, con Verdi in appoggio. Centrocampo con il recuperato (?) Poli. Biancazzurri subito all’attacco sotto la Ovest. Avvio arrembante. Ritmo, pressione, manovra avvolgente. Il popolo s’infiamma. Al 7’ Paloschi chiede il rigore: spinta assai sospetta. Niente, si prosegue. La Spal martella. Il tecnico bolognese Donadoni paga il suo assurdo azzardo: all’8’ Poli, reduce da un guaio muscolare e da una settimana senza allenamenti, alza bandiera bianca. Ma come si fa a giocarsi una sostituzione in questo modo? Come si può mandare allo sbaraglio, su un terreno pesantissimo, sia Poli che un Verdi non ancora al top?


La Spal attacca, il Bologna vacilla e picchia. Espulso Gonzalez per fallo da ultimo uomo su Antenucci avviato al tu per tu con Mirante. Viviani sistema la zolla e cerca una platinata rasoterra che fa gridare al gol. Animi accesi, Lazzari lo fermano solo con le cattive, Speedy si ribella e viene ammonito, rissa con Dzemaili. Temperatura glaciale, clima agonistico rovente. La Spal è uno spettacolo, gioca con il cuore, con i garretti, con l’anima, con la testa. Il Bologna si mette col 5-3-1, Donsah (entrato per Poli) va a fare il centrale di centro-destra, De Maio scivola in mezzo, Verdi arretra a mezz’ala sinistra, Dzemaili è l’interno destro. Possesso palla tutto biancazzurro. Il “Mazza” è una bolgia. Mai vista la Spal con una simile intensità.

Antenucci è scatenato, Lazzari un diavolo, il collettivo meraviglioso. Donsah rischia il rosso su Kurtic. Il problema, per la Spal, è che la montagna non partorisce il gollettino. Numero di Kurtic e Lazzari si divora il vantaggio. Peccato. Si va all’intervallo con uno 0-0 che non riflette l’andamento del match. Poco male. In avvio di ripresa la Spal passa subito, con sublime bordata al volo di Grassi. È un assedio, ma serve anche calma: in vantaggio ed in superiorità numerica, non si può prendere un contropiede da brividi. Donadoni gioca la carta del doppio centravanti, Avenatti rileva Verdi. È una battaglia nel gelo e nel fango. Semplici al 22’ risponde con Everton per Viviani, acciaccato. Poi tocca a Floccari prendere il posto del bravissimo Paloschi. Il Bologna prova il tutto per tutto con Orsolini al posto di Masina.


La Spal non deve vacillare. Annusa il profumo della vittoria, subentra il timore di non portarla a casa. Logico, ma non va bene. La vivacità di Orsolini crea qualche affanno ai biancazzurri. La gente lo coglie, tanto che si mette a tifare perfino la tribuna. Biancazzurri esausti, Lazzari esce a braccia, Cionek getta via la fascia elastica che gli proteggeva la coscia. Everton è un leone. Recupero interminabile. Mattiello viene espulso. Bisogna resistere, resistere e ancora resistere. Destro si mangia il gol del pareggio a un passo dalla linea, ma è solo giustizia.
Finisce in tripudio. Il derby è della Spal. Grandissima,

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