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Il Dup è approvato l’opposizione è dura «Poca trasparenza»

Il Documento Unico di Programmazione ottiene il via libera Mattarelli (Libertà per Cento): ma mancano i finanziamenti

CENTO. Via libera al Documento Unico di Programmazione per il triennio 2018/2020, ma dalle minoranze arriva una pioggia di critiche. Approvato con il voto favorevole della sola maggioranza Cento Civica-Idea in Comune, il Dup e i provvedimenti legati al bilancio di previsione 2018/2020, a partire dal Piano Triennale dei lavori pubblici 2018-2020 e l’elenco annuale dei lavori da realizzare quest’anno. Fortemente contrarie e astenute le opposizioni.

Ad aprire gli interventi, il consigliere Cariani (Pd): “A fronte del previsto aumento delle imposte comunali, tutto tace sul fronte dei risparmi e dei tagli alle imposte sbandierate da questa amministrazione in campagna elettorale: nessun bando europeo indirizzato alla riduzione delle imposte, invariata l’Imu e inesistenti le riduzioni per gli esercizi commerciali. Dalle nuove consulte, non si può dire che esca un quadro favorevole verso il bilancio, non esita a rimarcare l’intenzione a tenere alta l’attenzione della giunta sugli impegni presi. Emerge il disagio per la mancanza di una progettualità, e si chiede più manutenzione degli spazi verdi, degli arredi, l’inserimento di nuovi, ma soprattutto sulle strade. C’è poco da vantarsi con i 400mila stanziati”.

Per il gruppo della Lega, «incettabile, votare un bilancio che “prevede un aumento della pressione fiscale dal 2019 per i Centesi: uno 0,2 % di Irpef in più, pari a 1,1 milioni euro di entrate». Per la Giberti, «in cambio vengono promessi più servizi, che in realtà non ci sono. Mancano politiche sulla raccolta rifiuti come sul sociale. Non si prevede maggiore accessibilità e sviluppo per le persone con disabilità. Dov’è finito l’indice di residenzialità storica? E gli aiuti per famiglie in difficoltà e genitori separati?».

Per il consigliere Pettazzoni (Lega), un Dup «sottotono, e un piano delle opere pubbliche timido, dimezzato rispetto al triennio precedente, con opere slittate e costi raddoppiati per il Palazzetto, con soli 400mila euro per le strade e le scuole di Renazzo tra il 2018 e il 2021. Siamo perplessi sull’operazione legata al fondo Invimit. Ci aspettavamo un cambio di passo, che non vediamo».

Contrario anche Marco Mattarelli (Libertà per Cento): «Previsto dal punto di vista contabile l’aumento delle tasse a compensare la riduzione dei trasferimenti. Gli investimenti puntano sulle scuole di Renazzo, bene, non bene la priorità data al Palasport. Il privato non può pretendere dalla cosa pubblico. Nessuna novità nella trasparenza della gestione del bilancio, e nella modalità di applicazione della politica. Nel piano delle opere pubbliche, interventi mai fatti, perché non ci sono i finanziamenti per la ricostruzione post sisma».

Voto contrario anche dal gruppo Pd: «Nel Dup – ha chiuso Lodi - manca programmazione, non c’è un’idea di Città, né una visione di futuro, né il punto sui nuovi bisogno. Solo vengono riproposte cose già viste. Tante enunciazioni, senza nulla di concreto. Il piano delle alienazioni è vuoto, mancano ancora gli immobili da apportare nel Fondo Invimit. L’ennesimo ritardo». (b.b.)

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