Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Rifiuti abbandonati Dopo tre mesi nessuna risposta

Jolanda di Savoia, il timore è che possa trattarsi di amianto Il sindaco: «Al momento non riesco a dare informazioni»

JOLANDA DI SAVOIA. Cosa c’è sotto la sabbia coperta dal telo nero che da mesi occupa una vasta area ai bordi della statale a Jolanda di Savoia? È quello che vogliono sapere i cittadini ma, soprattutto, i residenti in zona e coloro che hanno le campagne a due passi. Il timore, sempre più diffuso, è che ci possa essere dell’amianto tirato via dalla struttura, ormai rudere, che si trova a poche decine di metri.

La zona è transennata, anche se le transenne sono state buttate giù e spostate dal vento, così come l’enorme telo usato come copertura, tanto che nei giorni scorsi qualcuno (forse cittadini) è tornato a sistemarlo alla meno peggio appoggiandoci sopra dei bancali e dei mattoni.

La prima segnalazione era giunta prima delle festività natalizie, poi ancora a metà gennaio, quando avevamo interpellato il sindaco jolandino, Elisa Trombin, che ci rispose così: «Non appena ci avranno comunicato di che tipo di rifiuti si tratta, procederemo con lo smaltimento; speriamo di poter agire entro la fine di questa settimana. Per quanto riguarda il tipo di rifiuti dovrebbe trattarsi di plastica, ma aspettiamo di avere riscontri più precisi. Inoltre, siamo in contatto con i carabinieri per la ricerca dei responsabili dell’abbandono».

L’amianto è pericoloso solo quando le fibre di cui è composto vengono inalate e questo succede quando viene lasciato alle intemperie. Ora, dovesse essere amianto, il maltempo dell’ultimo periodo ha fatto volare di tutto.

Nuovamente contattata la sindaca Trombin ci ha risposto così: «Al momento non ho risposte da dare in merito...».

Chi deve rispondere dunque? È vero che si tratta di un’area privata, ma è pur vero che vanno effettuati controlli, specie dopo tutte queste segnalzioni. Ma dopo tre mesi ancora nessuna notizia e così crescono la preoccupazione (e la rabbia) dei cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.