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Amici e conoscenti sconvolti: «Persona squisita. Che tragedia»

Le epigrafi di Silvia Callegari non sono ancora state esposte, ma certe notizie volano. All’ufficio postale, i presenti sono attoniti. «Una ragazza molto conosciuta. Una brutta notizia, diffusa in...

Le epigrafi di Silvia Callegari non sono ancora state esposte, ma certe notizie volano. All’ufficio postale, i presenti sono attoniti. «Una ragazza molto conosciuta. Una brutta notizia, diffusa in fretta. Aveva due figli. La piccola se la portava sempre in giro». Poco lontano, il Bar Arci. Gestore ed avventori sono gentili, ma riservati. Silvia al Bar ci andava, con il marito. Poco alla volta ci rendiamo conto di quanto fosse amata e rispettata. Ce lo conferma l’assessore di Ro Massimo Maranini, che abita poco lontano. «Non ho mai sentito nessuno che non la apprezzasse e non le volesse bene. Era minuta, magrolina. Con un sorriso che riscaldava, e aveva amore e rispetto a tutti. Una tragedia. Sabato mattina la voce, poi confermata. È stata una mazzata . E poi il pensiero per i due bambini. Il più grande si chiederà dove sia la mamma. Per fortuna la famiglia è una famiglia unita, il grande dolore rimane, però la mamma di Silvia è una figura importante nel volontariato locale, una trascinatrice dell'associazione San Martino. Potrà aiutare i bambini. È una consolazione». Alla Fornace, noto ristorante, parliamo con Alex Zambelli. Era amico di Silvia. È travolto dalle emozioni, quasi smarrito. «La conoscevo da sempre. Una ragazza fantastica. Lavorava con i suoi, e quando i genitori hanno venduto l’azienda, si è dedicata ai bambini. Era solare, in buoni rapporti con tutti. Lei ed il marito erano insieme da una vita. Persone squisite. Due figli piccoli. Che tragedia». « Le volevano bene tutti- ci dice Wiktoria Cychowska, che lavora con Alex alla Fornace- e tutti quelli che la conoscevano la apprezzavano. Nessuno che avesse mai qualcosa da dire su di lei. È terribile». Infine Filippo Parisini, ex sindaco di Ro :« Ho abitato a Ruina dieci anni, conoscevo, apprezzavo e rispettavo Silvia e la sua famiglia. Una grande perdita, una ragazza a cui volevano tutti bene».

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