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Bregola non nasconde l’amarezza «Mi aspettavo questo risultato»

Delusione e bocche cucite anche in casa di Liberi e Uguali e poco consola il fatto che i dati dell’Emilia-Romagna e di Ferrara siano superiori alla media nazionale. Irene Bregola era la candidata di...

Delusione e bocche cucite anche in casa di Liberi e Uguali e poco consola il fatto che i dati dell’Emilia-Romagna e di Ferrara siano superiori alla media nazionale. Irene Bregola era la candidata di Leu alla Camera. «Il risultato nazionale è drammatico per il centrosinistra che arretra in maniera spaventosa. Sarò sincera - esordisce la Bregola -, non mi attendevo un risultato molto diverso. Perché? La lista è stata fatta in enorme ritardo e nella competizione sono stati sacrificati i territori che non sono stati coinvolti ed hanno subìto le scelte imposte dall’alto».

«Ritengo che il Partito democratico abbia responsabilità enormi in tutto questo - prosegue la Bregola -, in quanto ha incentrato la sua politica tutta sul contenimento delle spese e dei servizi incentrando la campagna elettorale contro di noi. Le responsabilità le ha anche la sinistra tutta e non soltanto il Pd. La separazione non l’abbiamo procurata ma subita. Tanti i temi che sono stati abbandonati, basti pensare alle riforme degli ultimi anni come il jobs act, la cancellazione dell’articolo 18 e la precarizzazione dei giovani. Il nostro è stato un tentativo di ricostruire un progetto unitario e ridare speranza agli elettori di centrosinistra che ultimamente si sono rifugiati spesso nell’astensionismo. Purtroppo non siamo riusciti a convincerli».

Secondo la Bregola occorre ripartire da subito mettendosi alle spalle questa bruttissima pagina. «La sinistra deve essere ricostruita e si deve iniziare immediatamente a ragionare su un programma, sui contenuti fondamentali, si parli di lavoro, disoccupazione, pendolarismo lavorativo, un’inversione netta su quelle politiche che fino ad ora sono state praticate. Lo scopo è quello di cercare di evitare un’affermazione del centrodestra su tutti i territori il prossimo anno, quando saranno chiamati al voto i cittadini di Ferrara e di altri numerosi comuni, alcuni di questi particolarmente importanti, si vedano Copparo e Argenta. Occorrerà elaborare una proposta unitaria con capisaldi il lavoro e i servizi».

«Siamo di fronte a una sconfitta storica della sinistra e del centrosinistra, così anche in Emilia-Romagna. La prima coalizione è il centrodestra e il primo partito è il Movimento 5 Stelle. Cambia tutto». Lo ha detto Vasco Errani di Leu, ex governatore della Regione Emilia-Romagna e leader di Leu che a Bologna sfidava Pierferdinando Casini (il parlamentare bolognese ha vinto nettamente la sfida, ndr), commentando l'esito del risultato elettorale. «Avevamo visto l'onda - ha detto -, avevamo capito che la questione sociale domandava un cambiamento radicale, ma non abbiamo intercettato l'onda. Il nostro risultato è negativo ed è negativo anche in Emilia-Romagna, seppure alcuni dati si discostano da quelli iniziali, come nel collegio uninominale di Bologna, ma questa non può essere una consolazione. Per quello che ci riguarda rimango coerente con quello che ho detto il giorno prima delle elezioni. Per noi non possono esserci pasticci, né governi con la destra. Per noi ci sono i temi fondamentali come una svolta netta rispetto alla precarizzazione del lavoro, il fisco, il welfare. Questi - ha spiegato lo stesso Errani - sono i temi sulla base dei quali noi lavoreremo in Parlamento» .

Il dialogo con il Pd? «Leu lavorerà con un obiettivo: ricostruire il campo dei progressisti della sinistra di governo - ha detto Errani - sulla base di una netta discontinuità. Non ci possono essere ambiguità, bensì scelte coerenti da subito, per promuovere un percorso impegnativo e difficile, ma che bisogna fare».

In merito alla crisi che ha colpito così duramente il Ferrarese e sulla necessità di ricostruire un progetto che tenga insieme tutto il territorio, secondo Errani va rilanciata una piattaforma di sviluppo attraverso una visione unitaria unitamente agli enti locali, regionali ed ai sindacati. Per Errani «l’idea sulla quale occorrerà lavorare è quella di un patto sociale».

In casa Leu, quindi, si punta a ripartire con un punto fermo, ovvero «niente pasticci nè governi con la destra - conclude lo stesso Errani -; toccherà prima di tutto al Movimento 5 stelle dire cosa vorrà fare e quali proposte vorrà fare. Non spetta a me fare previsioni sui governi, vediamo quello che accadrà nei prossimi giorni. Le prime scadenze saranno le elezioni delle presidenze di Camera e Senato». (m.bar.)

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