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«Civici rimasti nascosti» Bova incerto sul 2019
Il progetto dell’avvocato lorenziniano è riuscito a metà 

«Civici rimasti nascosti» Bova incerto sul 2019

Tra gli alleati del Pd è davvero difficile trovare qualche sussulto significativo dal punto di vista numerico, visti i prefissi da prefisso telefonico di Insieme e della Civica popolare (discorso...

Tra gli alleati del Pd è davvero difficile trovare qualche sussulto significativo dal punto di vista numerico, visti i prefissi da prefisso telefonico di Insieme e della Civica popolare (discorso leggermente diverso per +Europa). I lorenziniani, tuttavia, proponevano al proporzionale Camera un test interessante in prospettiva 2019, cioè Alberto Bova come capolista. L’avvocato e consigliere comunale di Ferrara concreta non ha infatti nascosto il suo interesse per un buon risultato alle Politiche come trampolino per la corsa a sindaco per l’anno prossimo. Ieri mattina era un po’ deluso ma anche incline a valutare gli aspetti positivi delle percentuali, in assoluto magre, uscite in città e provincia. «Abbiamo preso 828 voti in città, dove ho svolto essenzialmente la mia campagna elettorale, e devo dire che speravo meglio. Ho invece ricevuto i complimenti di diversi dem (tra i quali il ministro Franceschini, ndr), “hai fatto il massimo in una situazione impossibile” è la loro valutazione, e se confronto questo dato con le preferenze da me raccolte nel 2014, che erano 500, posso arrivare a concordare».

Certo il dato a livello territoriale è stato poco rilevante, a parte l’anomalo 3,92% di Ro, e questa considerazione amareggia in maniera particolare l’avvocato civico: «Speravo che il mio entusiasmo potesse essere contagioso, avendo lavorato in giro per la provincia al progetto di unire le liste civiche in funzione elettorale. I civici però sono rimasti nascosti, e il progetto è rimasto lì. In ogni caso bisogna annotare che il nostro dato al plurinominale, 0,64%, è il migliore della lista in Emilia Romagna e tra i primi quattro d’Italia, inserendo nella lista il Trentino di Dellai (una delle culle della lista, ndr) e un paio di listini del Sud».

Tutta esperienza per Bova, che in partenza sapeva di non poter competere per un seggio in parlamento ma che qualcosa ha già imparato: «Mi dicevano “se vuoi fare qualcosa d’importante in politica, non puoi farlo con una civica” e adesso ho capito perché. Il 2019? Vedremo, c’è tempo per metabolizzare questa mezza delusione e valutare per bene se ricominciare da questo risultato oppure mollare tutto». Bova è stato tra i candidati più presenti negli spazi elettorali a pagamento e ai dibattiti, ma c’è da ricordare che in lista i civici presentavano anche un altro ferrarese, l’altro avvocato Francesco Fersini, fedelissimo di Beatrice Lorenzin che è stata tra i pochi ministri a vincere lo scontro in un collegio uninominale. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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