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Doppietta Lega alla Camera. Tracollo per Franceschini

Doppietta Lega alla Camera. Tracollo per Franceschini

Elezioni 2018. Al centrodestra tre uninominali su quattro: Balboni (FdI) torna in Senato

Tomasi (Lega): non facciamo spot elettorali Maura Tomasi, leghista che guida a questo momento dello spoglio (ore 3.40) la Camera Ferrara, rivendica alla Lega il "buon lavoro svolto soprattutto su Ferrara: il nostro programma non è uno spot elettorale". Video di Filippo Rubin

FERRARA. Se il tris di sconfitte del centrosinistra nelle sfide uninominali non è diventato un poker è stato solo per i voti, per la gran parte extraferraresi, che hanno permesso alla reggiana Vanna Iori di vincere nel collegio Emilia 6 per il Senato, comprendente l’Alto Ferrarese, la Bassa Modenese e Reggio Emilia.

Ma nel territorio provinciale il segnale è arrivato forte e chiaro: gli elettori hanno voltato le spalle ai candidati della coalizione composta da Pd, Civica Popolare, +Europa e Insieme, con margini di distacco difficili da immaginare alla vigilia, pur ipotizzando esiti tutt’altro che scontati.

Il caso più clamoroso è quello di Dario Franceschini, il ministro alla Cultura lasciato indietro di dieci punti percentuali dalla candidata del centrodestra Maura Tomasi, che solo otto mesi fa non aveva raggiunto il secondo turno alle amministrative di Comacchio.

Avvocato, militante nella Lega, varie esperienze nella vita politica lagunare, Maura Tomasi con i suoi no all’Ue (a cominciare dall’«Europa delle banche» e proseguire con la direttiva Bolkenstein) si è imposta sul “Per la mia terra” del deputato ferrarese, cui non sono bastate le assicurazioni di un implemento del Fondo di solidarietà per i risparmiatori Carife e la medaglia appuntata al petto per l’invio dell’Esercito alla Gad per confermare il proprio seggio nella sua Ferrara. A restituirglielo sarà Cesena, dove Franceschini era in lista nel proporzionale.


Correndo da solo, il M5S con Marco Falciano, Coordinatore delle Guardie Ittiche volontarie e ambientalista, ha sfiorato i 41mila voti, settemila in meno dell’intera coalizione del centrosinistra e uno in più rispetto al solo Pd (40.739 su 40.738) piazzandosi al terzo posto con il 24,75%. Ferma al 3,37% la candidata di Liberi e Uguali Irene Bregola, Giovanni Tavassi di Potere al Popolo! non arriva all’1%, mentre le formazioni di estrema destra Casapound e Forza Nuova insieme non sono arrivati alle duemila preferenze.

Testa a testa tra centrosinistra e Pentastellati nel collegio uninominale Cento per la Camera, dove il centrodestra si è imposto con un altro vantaggio record (9%) sugli avversari. Nelle terre del cratere del sisma, l’assessore Emanuele Cestari della Giunta matildea targata Carroccio non ha avuto rivali e ha conquistato oltre 45.300 preferenze sfiorando il 38%.

Al fotofinish la corsa tra il senatore Pd modenese Stefano Vaccari e il deputato uscente Cinquestelle Vittorio Ferraresi: il sorpasso da parte del grillino non è riuscito per un’incollatura, poco più di 200 voti e meno di un punto percentuale. Appena sopra la soglia del 3% Liberi e Uguali con il candidato Lorenzo Campana.

L’ondata di voti per il centrodestra ha riportato a Palazzo Madama Alberto Balboni, che al Collegio di Ferrara per il Senato ha avuto ragione sulla candidata del centrosinistra Sandra Zampa. Quasi quattro i punti di vantaggio per l’esponente di Fratelli d’Italia sull’ex portavoce di Romano Prodi. Già leader provinciale di An, eletto al Senato per due volte con i finiani e una con il Pdl, l’avvocato ferrarese mancava dal Parlamento dal 2013, dopo aver mancato l’elezione alle Europee del 2014.

Buono il risultato per il candidato dei Cinque Stelle, l’imolese Ezio Roi, terzo con il 26%. Staccata al 4,34% la candidata di Liberi e Uguali Eulalia Grillo, tutti sotto l’1% tutti gli altri schieramenti.

Eletta infine al Collegio Cento per il Senato la docente universitaria e già parlamentare Pd reggiana Vanna Iori, che l’ha spuntata per poco più di tremila voti sulla candidata del centrodestra Claudia Bellocchi, mentre il M5S con Maria Laura Mantovani ha superato il 27%. Del tutto fuori gara tutti gli altri partiti, nessuno dei quali è arrivato all’1%.

Non sfondano in generale i partiti di estrema destra CasaPound e Forza Nuova: è stata la Lega a calamitare quasi tutto il bottino elettorale anti-immigrati.


 

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