Quotidiani locali

Risorse da sfruttare guardando verso il mare

In dieci anni perso il 16,2% delle imprese, il doppio della media nel Ferrarese Agricoltura, industria di trasformazione e artigianato i punti di forza

Agricoltura avanzata con il pomodoro tra i prodotti più coltivati, industria di trasformazione che consente di dare buoni sbocchi occupazionale anche se non direttamente al tessuto locale e un turismo da sfruttare meglio e che avrebbe maggiori potenzialità con legate soltanto a Pomposa che rappresenta uno dei monumenti di transito tra i più visitati in Italia. L’economia codigorese ha dei punti di forza ma anche delle forti debolezze, quelle ataviche che le hanno fatto perdere nel tempo il ruolo di capitale della Bassa a scapito di Comacchio. Forse proprio perché non ha sfruttato a dovere tutte le risorse a disposizione di un territorio a forte vocazione agricola ma che si trova a pochi chilometri, in alcuni casi metri, dal mare. La crisi degli ultimi dieci anni si è fatta sentire in maniera pesante, con un calo del 16,2% di aziende, quasi il doppio della media del territorio di Ferrara. Nell’ultimo anno il calo persiste ma è limitato a un -1,7%. Codigoro deve superare anche un handicap dal tipo anagrafico, con una popolazione anziana che è tra le più alte della provincia con oltre il 30% dei residenti che ha più di 65 anni. I giovani, considerati come tali gli under 20, sono il 12,4% della residenza e danno un rapporto di 344 anziani ogni 100 giovani. L’apporto degli stranieri è al di sotto della media provinciale con il 7, % della popolazione e la comunità estera più numerosa è quella romena. In virtù di questa situazione abbiamo solo il 5,2% delle imprese con titolari stranieri e sono stabili a differenza di altri comuni dove le aziende straniere sono in sensibile aumento. Uno dei punti di forza dell’economia codigorese è il settore artigianale ed occupa il 30% del totale delle aziende anche se il dato è in calo rispetto allo scorso anno. La fetta più grosso di occupanti è nell’industria di conservazioni che negli ultimi decenni ha trovato un grande sviluppo e che è finalizzata anche a far lievitare il settore agricolo che rimane il settore dove ci sono la maggioranza di aziende. Consorzi, cooperative e singoli proprietari sfruttano un vasto territorio del basso ferrarese con colture sempre più qualificate. Il settore, pur nelle varie difficoltà che sta attraversando, ha saputo progredire e rimanere al passo con le moderne tecnologie con sbocchi anche nel bio. Discreto è l’apporto dato anche dal settore delle costruzioni, che ha sta superando il grande momento di crisi con commesse trasversali, sia nell’alto ferrarese per l’emergenza terremoto di questi anni che nel vicino Veneto. Il commercio è un’altra grande risorsa dell’economia territoriale del Comune di Codigoro, ha un secondo posto per numero di imprese dopo l’agricoltura, ma negli ultimi si sono registrare molte chiusure, complice una crisi che ha diminuito il potere d’acquisto delle famiglie i di conseguenza anche i consumi . In calo le manifatture, mentre c’è stato un aumento nei servizi ricettivi. Quest’ultimo dato potrebbe far riflettere sulla necessità di sfruttare meglio la risorsa turismo che potrebbe permettere quel salto di qualità per l’economia codigorese che guarda troppo poco al mare e al delta del Po e alla sua grande potenzialità. Occorrerebbero anche infrastrutture adeguate, il cui potenziamento al momento rimane solo sulla carta.

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