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Ancora ergastolo per l’assassino di Tosi

In appello confermata la sentenza di Ferrara: Simone Bertocchi se ne va dall’aula, la difesa «subito ricorso in Cassazione» 

Ergastolo, anche al processo d’appello, ieri a Bologna, come a Ferrara l’estate scorsa: tutto confermato, fatto, ricostruzione, riscontri che hanno portato alla condanna della massima pena del carcere a vita per Simone Bertocchi, 38 anni, per la morte assurda di Roberto Tosi Savonuzzi, ucciso per un banale litigio tra vicini di casa. Bertocchi non c’era però in aula alla lettura della sentenza: era uscito due ore prima, alla fine della requisitoria del pg Giovagnoli. E come aveva fatto anche a Ferrara, stizzito, per ciò che veniva detto e raccontato sul suo conto, sul modo con cui ha ucciso e tentato di uccidere, ha preferito tornarsene in carcere.

Dove dovrà scontare quel «fine pena mai». Deciso ieri pomeriggio dalla Corte d’assise d’appello (presidente Pescatore, a latere De Simone) dopo un processo lampo (era fissata anche l’udienza di oggi, che non è servita) e una camera di consiglio velocissima (2 ore). Per tutta la mattinata si sono confrontati le parti, accusa, difesa e parti civili, le “vittime” di Bertocchi. La sorella di Tosi e soprattutto Raffaela Pareschi, la compagna di Tosi che venne colpita alle spalle, da Bertocchi che le sparò mentre soccorreva Tosi ormai a terra, moribondo colpito da due colpi di pistola. Quel giorno, Bertocchi si recò a Fossanova San Marco, per uccidere: era accusato di questo, omicidio premeditato e per questo i giudici hanno deciso per l’ergastolo. Una sentenza che sorprende, per la formulazione giuridica, il suo difensore Sergio Pellizzola che nella sua arringa aveva ribadito che a suo parere non voi era la premeditazione e soprattutto la legittima difesa di Bertocchi che si sarebbe difeso da Tosi. Alla base di tutto c’era una lite degenerata tra vicini, tra Tosi e Bertocchi, che aveva preso le difese della fidanzata, proprietaria della casa di Fossonova . Alla fine i giudici d’appello hanno riconosciuto a Bertocchi le attenuanti generiche (negate in primo grado) ma questa concessione non è servita: perchè sono state ritenute “sub-valenti” alle aggravanti, inferiori e dunque non potevano annullare le aggravanti che hanno portato all’ergastolo. «Ci sono margini per ricorrere in Cassazione, attenderemo la motivazione e poi la presenteremo. Posso dire che in tanti anni di professione - dichiara Pellizzola - mi trovo di fronte a questa formulazione che non condivido per cui ricorreremo». Le parti civili, invece, hanno assai apprezzato la preparazione dell’accusa e la requisitoria della procura generale poichè spiega i legali della Pareschi, Zanardi e Bertasi, «il pg ha messo a fuoco tutti gli aspetti del caso dando una ricostruzione puntale, smontando la tesi difensiva». E se per Bertocchi già si è arrivati ai due gradi di giudizio, resta in piedi il processo contro William Biancucci, il ragazzo che era a Fossanova con Bertocchi quella domenica del delitto, ignaro di tutto, ma che scappò con lui: per lui già fissato il processo solo per omissione di soccorso.

Daniele Predieri

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