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No Salvabanche: sonora lezione al Pd

IL comitato No Salvabanche interviene per commentare i dati elettorali di domenica e in particolare puntano ancora l’indice contro il Pd, da loro considerato in questi come responsabile della firma...

IL comitato No Salvabanche interviene per commentare i dati elettorali di domenica e in particolare puntano ancora l’indice contro il Pd, da loro considerato in questi come responsabile della firma di un decreto che ha azzerato i risparmi di molti ferraresi.

«Il risultato che viene fuori dalle elezioni - sice il comitato - è chiaro, netto, incontrovertibile. Renzi e il Partito Democratico hanno ricevuto una sonora lezione, colpiti in pieno dalla rabbia nostra e di tutti coloro che per anni hanno subito gli infausti effetti delle loro politiche.

A Ferrara, ad Arezzo, in Veneto, nelle Marche e negli altri territori che hanno subito il decreto Salvabanche e l’esproprio dei risparmi, la loro sconfitta è stata ancora più decisa: quasi tutte queste zone, infatti, sono state considerate per decenni porti sicuri, zone in cui il Partito Democratico era all’interno delle istituzioni e dei potentati economici. Il risultato elettorale mostra che questa situazione si è invertita: questi luoghi sono diventati a loro ostili e ciò è frutto anche delle nostre mobilitazioni. In più di due anni abbiamo mostrato la nostra sfiducia e la nostra inimicizia a tutti i responsabili del furto dei risparmi e delle nostre vite, abbiamo smascherato le loro bugie e le loro becere promesse. Lo abbiamo fatto organizzando cortei a Ferrara, ad Arezzo, a Pontassieve e in tante altre città, contestando tutti i politicanti in cerca di visibilità e di voti, lo abbiamo fatto votando No al referendum: siamo stati noi a fargli del male e a decretare la loro sconfitta, non chi ha fatto la questua a sindaco e partiti, non chi è salito sul treno di Renzi. La nostra rabbia e la nostra ostilità è stata la nostra forza, la benzina che ha alimentato il rogo, chi ha cercato di buttare acqua incontrando i partiti e mostrando una supposta disponibilità dei risparmiatori al dialogo, si è scottato insieme al Pd.

Sia chiaro che il nostro no a Renzi non significa, né significherà mai per noi, il sì ai suoi amici o concorrenti di un sistema politico che ci ha ridotti così; la nostra indipendenza dai partiti è la nostra arma principale per riprenderci i nostri soldi e soprattutto le nostre vite. Le finte dimissioni del segretario del Pd aumentano la nostra rabbia: “Via Renzi e politicanti con ciò che rappresentano, banche e potentati, dalle nostre vite” è il grido che è uscito fuori dal voto, non ci fermeremo finché non sarà pienamente realizzato».



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