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«Un giudizio importante che ci rasserena»

L’imputato in aula, ieri a Bologna, poi, invece Simone Bertocchi ha chiesto di andarsene, tornare in carcere, prima della sentenza, mentre il pg Giovagnoli parlava: aveva fatto lo stesso a Ferrara...

L’imputato in aula, ieri a Bologna, poi, invece Simone Bertocchi ha chiesto di andarsene, tornare in carcere, prima della sentenza, mentre il pg Giovagnoli parlava: aveva fatto lo stesso a Ferrara all’udienza davanti al giudice Tassoni: anche allora con una reazione stizzita preferì uscire per non ascoltare i magistrati.

Non c’era, invece, a Bologna Raffaela Pareschi, la compagna di Roberto Tosi (nella foto), vittima lei stesa della assurda brutalità di Bertocchi, quella domenica di fine luglio del 2016. «Sta meglio, ma non si sentiva di esser presente» spiegavano ieri il legale di parte civile Camilla Zanardi e il suo amministratore di sostegno (un ruolo legale per le cause) Davide Bertasi.

«Siamo contenti e da parte nostra come parte civile c’è grande soddisfazione: non nutrivamo dubbi, nè sulla bontà della sentenza di primo grado nè sulle nostre argomentazioni assolutamente corrispondenti ai fatti». E questa «ulteriore conferma in appello della totale responsabilità dell’imputato è sicuramente rasserenante: eravamo prima sereni, ora lo siamo ancora di più». Un contributo dell’accusa, molto apprezzato anche dall’altra parte civile costituita (la sorella di Tosi, Gabriella) assistita dai legali Melina Maisto e Carlotta Occari, quest’ultima ieri in aula: «Abbiamo ribadito la premeditazione del delitto e preso atto della conferma della sentenza di cui siamo soddisfatti poichè accoglie i pieno quella di primo grado adeguatamente motivata congrua».

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