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Cappon: colture a prezzi bassi e i crac hanno rovinato l’edilizia

Jolanda sta lentamente uscendo dalla crisi economica che ha colpito un po’ tutti i settori. Paolo Massimo Cappon è un imprenditore che da anni si occupa con la sua impresa di circa 85 ettari di...

Jolanda sta lentamente uscendo dalla crisi economica che ha colpito un po’ tutti i settori. Paolo Massimo Cappon è un imprenditore che da anni si occupa con la sua impresa di circa 85 ettari di agricoltura ma al tempo stesso è anche figlio di Walter, recentemente scomparso, uno dei più noti imprenditori di costruzioni edili del Ferrarese. Con lui facciamo un’analisi del territorio.

«L’agricoltura – dichiara subito Paolo Massimo Cappon – non sta attraversando un buon momento soprattutto in ter ...

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Jolanda sta lentamente uscendo dalla crisi economica che ha colpito un po’ tutti i settori. Paolo Massimo Cappon è un imprenditore che da anni si occupa con la sua impresa di circa 85 ettari di agricoltura ma al tempo stesso è anche figlio di Walter, recentemente scomparso, uno dei più noti imprenditori di costruzioni edili del Ferrarese. Con lui facciamo un’analisi del territorio.

«L’agricoltura – dichiara subito Paolo Massimo Cappon – non sta attraversando un buon momento soprattutto in termini di guadagno per i produttori. Jolanda è anche un territorio dove il riso è un’eccellenza. Ebbene la serrata concorrenza che arriva dal riso asiatico sta creando non poche difficoltà a tutto il sistema. I prezzi tra l’altro, non solo del riso, ma anche degli altri prodotti dal grano per non parlare del mais sono molto bassi. Solo la soia in questo contesto offre garanzie di reddito. Questa fotografia scoraggia molti produttori e c’è il rischio di una minor coltivazione di prodotti, soprattutto del riso».

Cappon mette in evidenza anche come il Comune tenda sempre più a diminuire anche dal punto di vista della densità demografica.

«Pensi che a metà del Novecento a Jolanda di Savoia c’erano 11 mila abitanti, adesso siamo meno di 3mila con un continuo calo. È vero un tempo c’era la Sbtf, che dava lavoro a tante famiglie con la presenza di molti insediamenti, con uno zuccherificio e tante altre strutture. Un paese che rischia ora l’isolamento e che cerca di migliorare con l’impiego di tecnologie la propria vocazione agricola, ma è un lavoro molto difficile per gli imprenditori».

«Purtroppo questo è un periodo – osserva l’imprenditore – nel quale Jolanda deve fare i conti non solo con una crisi globale del settore delle costruzioni, ma anche dal fatto che in giro ci sono pochi soldi da investire nelle case. Questo territorio ha subito più di altri i grossi crac finanziari. Se calcoli che qui il default della Carife ha bruciato qualcosa come cento milioni di risparmi, senza contare che proprio questa zona è quella che ha subito maggiormente il buco provocato dal crac del broker Mazzoni che ha cancellato circa 10 milioni di euro. Sono tantissimi soldi che probabilmente potevano essere investiti anche nella costruzione di nuove case o nelle ristrutturazione di quelle già esistenti. Da qui la fatica che hanno le aziende del settore nel creare nuovi cantieri».