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parole d'autore

«Tutto è imprevedibile. Per questo siamo felici»

Il sociologo Crepet è l’ospite stasera a Santa Maria Maddalena: «L’umiltà e la curiosità restano le armi vincenti per i giovani»

SANTA MARIA MADDALENA. Stasera (alle 21) al teatro Tosi di Santa Maria Maddalena (piazza della Chiesa), l’ospite della rassegna “Parole d’autore” sarà Paolo Crepet, stimato psichiatra e sociologo che presenterà il suo nuovo libro “Il coraggio”. Con questo saggio Crepet invita i lettori ad avere una forza d’animo che ormai, specialmente nel nostro paese, è andata perduta. Avere coraggio, in un’epoca dove le virtù umane vengono ormai delegate alla tecnologia, sarebbe una rivoluzione molto importante per tornare a rimpossessarsi del presente, e quindi anche del futuro.
Pensa che l’uomo moderno abbia meno coraggio dell’uomo di una volta?
«Assolutamente sì - risponde -. L’uomo al giorno d’oggi pensa di non averne bisogno, perché le cose sono più semplici. Gli uomini contemporanei, o almeno una parte di essi, pensano che non occorra particolare impegno o particolari idee per progredire. Anche nelle aziende, ormai, l’innovazione è diventata una formuletta da dire senza tanto significato».
«L’uso smodato della tecnologia ha compromesso il coraggio delle persone?
«Guardi, le cose per fortuna non vanno mai esattamente come le prevediamo. Nessuno, ad esempio, avrebbe detto un paio di mesi fa che Facebook sarebbe crollata in questo modo. Per fortuna il mondo è imprevedibile da questo punto di vista e questo ci rende la vita migliore, più felice. Se tutto fosse prevedibile, e fosse fatto o pensato da un’intelligenza artificiale, io e lei non avremmo nulla da fare».
“Il coraggio” e il precedente “Baciami senza rete” possono essere quindi collegati?
«Io scrivo sempre in continuità, nel senso che essendo 30 anni che scrivo ogni libro è il proseguimento del precedente. Sì, possono essere collegati, perché alla fine sono tutte osservazioni che faccio girando per il paese, parlando con la gente. Baciami senza rete era stato una sorta di rompighiaccio, perché il tema di cui si parla fino ad allora in Italia non era stato ancora approfondito. Il coraggio invece sta per raggiungere le 50mila copie vendute, che per un saggio sono tantissime, quindi evidentemente sono temi molto sentiti e percepiti come davvero importanti dalla gente».
Qual è la categoria di persone che ha mostrato più interesse verso queste riflessioni?
«Gli imprenditori. Ad esempio in questi giorni mi è capitato di parlare con albergatori romagnoli e la parola coraggio li ha incuriositi. Questa parola non li lascia indifferenti e ti pone davanti a diverse domande. La prima delle quali è Ma io, alla fine dei conti, ho coraggio?».
Come fa un giovane ad avere coraggio, quando si affaccia all’età adulta?
«La prima cosa che deve fare è essere curioso. La seconda è essere umile. La terza muoversi di continuo. Queste tre caratteristiche sono essenziali. Specialmente per quanto riguarda l’ultima, trovo che sia assurdo voler cercare a tutti i costi il posto di lavoro vicino a casa. Spostarsi è qualcosa che può far crescere l’individuo, e con tanti individui che crescono crescerebbe tutto l’apparato sociale. Capisco - conclude Crepet - che sia comodo rimanere vicino a casa, ma non dev’essere la cosa fondamentale. Io ad esempio sono anni che mi muovo sul territorio, ma non guardo dove sono ma cosa sto facendo».

Il noto psichiatra, sociologo e scrittore domani sarà poi ospite dell’asilo infantile “Giordani” di Cento, per parlare di “Educhiamoli a non avere paura”. L’incontro, realizzato con il patrocinio del Comune di Cento, si tiene alle 16 nel Piccolo teatro Giuseppe Borselli di via Cremonino 6, ed è aperto a tutti gli interessati, ma è gradita la prenotazione allo 051 902155.

Samuele Melloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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