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Il papà di Davide: «Era il figlio che tutti vorrebbero avere»

La tragedia di Tresigallo. Parla il padre del giovane morto a 35 anni in un incidente stradale

La serata al pub, poi lo schianto mortale Lutto, dolore e sconcerto a Tresigallo e a Ferrara per la morte, a soli 35 anni, di Davide Menegatti, l'operatore di Camelot che ha perso la vita in un incidente stradale. (video Filippo Rubin)LEGGI L'ARTICOLO

TRESIGALLO. Le lacrime di Angiolino Menegatti e di sua moglie Franca spezzano il cuore. Sopravvivere ai propri figli è la tragedia più grande e il dolore non si può raccontare. I genitori di Davide Menegatti, il dipendente Camelot morto a 35 anni venerdì 13 aprile in un incidente stradale, vivono nel cuore del paese e papà Angiolino, ex dipendente dell’Amsef, sabato mattina senza dire parola è andato sul lungo dell’incidente. «Davide era mio figlio, no è mio figlio. Una persona meravigliosa e noi siamo sempre stati tanto orgogliosi di lui. Un ragazzo che ci ha regalato tante soddisfazioni, dalla laurea al lavoro e poi con i suoi meravigliosi bambini. Il figlio che tutti vorrebbero avere». Si ferma il signor Angiolino, la voce si rompe, deve respirare.

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L'operatore di Camelot rimasto ucciso nell'incidente stradale stava tornando a Tresigallo da Rero. Nessun segno di frenata sull'asfalto. I colleghi della cooperativa: "Un amico e un lavoratore serio e professionale, che sapeva anche farti sorridere nei momenti difficili" . Il sindaco di Tresigallo Andrea Brancaleoni: "Una perdita che segnerà tutto il paese"



«La sua mamma è qui vicino - dice -; il suo è un figlio splendido, che le ha dato solo tante gioie nella vita. È lei, soprattutto lei che lo vuole ricordare ma no riesce a parlare. Tutti però devono sapere che persona è stata e i suoi bambini saranno solo orgogliosi di lui». E tutti, a dire il vero, lo sanno già. «Questa mattina sono andato lì, a Rero, dove Davide ha avuto l’incidente. Non ci sono segni di frenate, niente di niente. Si sarà sentito male, conosceva quella strada come le sue tasche, la faceva sempre. Il mio Davide...». «Era bravo, aiutava tutti quei ragazzi che arrivano disperati, li seguiva passo passo e riusciva a dar loro una speranza, un aiuto. E poi Agnese, la sua compagna, una donna dolcissima. Il mio Davide...». E non va più avanti, non ce la fa.

«Una persona squisita, sempre sorridente e puntuale. È una perdita che segnerà tutto il paese, non oso neanche immaginare quello che sta provando la sua famiglia in questo momento», ha detto il sindaco di Tresigallo, Andrea Brancaleoni.

«Dopo il lavoro veniva qui per un caffé o un aperitivo - raccontano dal bar in piazza -. Stava sempre dietro a qui bambini, i gemellini. Quando questa mattina ho visto la foto sul giornale a momenti mi mancano i sensi. Abbiamo guardato più e più volte».
 

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