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Sanità, appello alla Regione: «Mancano medici dell’emergenza»

 «Carenza di 140 unità in Emilia Romagna, una decina nel Ferrarese». Simeu, sindacati e dirigenti di pronto soccorso espongono la loro “ricetta”

FERRARA. Alla vigilia di “Exposanità”, la vetrina del sistema sanitario regionale, da domani (18 aprile) a Bologna, il direttivo Emilia Romagna della Simeu (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza) lancia l’allarme sulla «grave carenza degli organici di pronto soccorso». Una “patologia” già nota del sistema sanitario nazionale che si sta aggravando col passare del tempo per la concomitanza di diversi fattori.

Da qui l’appello della Simeu che ha stilato un documento di proposte rivolte alla Regione Emilia Romagna condiviso con i direttori di tutti i pronto soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (Anaao, Cgil, Cisl, Anpo, Cimo, Fimmg Es). «Allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza - evidenzia il documento - risulterebbe ancora una carenza di 140 medici».

Si tratta di dati raccolti dalla Regione, sottolinea Geminiano Bandiera, presidente regionale Simeu. A Ferrara e provincia, dove sono in servizio quattro ospedali e diverse postazioni medicalizzate di emergenza sanitaria, aggiunge Adelina Ricciardelli, rappresentante della Fimeuc di cui Simeu fa parte, la carenza di può calcolare «in una decina di unità». Da una rilevazione del 2018 della Regione, spiega Simeu, sono 824 i medici che lavorano nelle strutture di pronto soccorso e medicina d’urgenza (il 30% dei quali con contratti precari). È bene ricordare che nel 2017 alcune emergenze ferraresi, ospedale Sant’Anna innanzitutto, sono state affrontate con l’inserimento in servizio di nuove unità di personale. Un intervento che non ha risolto tutti i problemi, a partire dalle lunghe attese in ps.

Simeu mette l’accento sulle «difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore», un aspetto che «appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti». La Regione e le aziende sanitarie «hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse per una branca della medicina che richiede notevoli sacrifici ed appare poco remunerativa, avara di soddisfazioni, notevolmente stressante, sebbene sia non riconosciuta come attività usurante». Il documento della Simeu richiede una più puntuale programmazione delle piante organiche; la stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; l’allargamento delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; il riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; la valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera. (gi.ca.)


 

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