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La pista da motocross deve chiudere i battenti

È arrivata la risposta dei periti: il terreno non è adatto alla attività sportiva. I gestori devono andare via e sistemare l’area. E ogni attività sarà così sospesa

ITALBA. La pista da motocross di Italba chiuderà. Quella di domenica è stata molto probabilmente l’ultima manifestazione autorizzata e ieri mattina è partita la procedura di chiusura attività anche negli uffici del Comune. I geologi hanno depositato la perizia chiesta dall’amministrazione comunale per arrivare a capo del contenzioso in atto tra i gestori della pista e il proprietario del terreno, il Cum (Consorzio uomini Massenzatica) e la risposta è stata che il terreno in quella zona non può ospitare una simile attività e che le dune artificiali vanno spianate così da riportare la situazione allo stato precedente la realizzazione del circuito. La situazione è complessa. Dodici anni fa gli attuali gestori hanno preso in affitto il terreno dal Cum, terreno “ad uso sportivo” avevano assicurato e non c’è mai stato motivo di dubitare, perché «tutti i permessi ci sono stati concessi, il Comune ci ha dato il via libera per recintare l’area e certo la nostra non è una attività che può passare inosservata», ha spigato il gestore.

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Dal Cum sostengono che il terreno era stato sì concesso ma solo per allenamenti, una roba da poco insomma, ma poi con il passare del tempo le cose sono cambiate e la pista è diventata un circuito sempre più importante, con gare a livello nazionale e centinaia di spettatori. A quel punto il Consorzio ha deciso di chiedere indietro il terreno soprattutto per motivi di sicurezza. «Se la prendono con noi, siamo sempre sotto la lente quando abbiamo sempre avuto tutti i permessi, altrimenti avremmo già chiuso da un pezzo. Invece, guarda caso, pur avendoci controllato centinaia di volte tutto è sempre andato bene. Non solo, se la pista è sempre piena, se fior fiore di professionisti vengo qui da noi vuol dire che le garanzie ci sono. Altro che sicurezza, sicurezza in che senso?».

Alla fine la chiusura ci sarà. «Per le dune, ché non sono a norma visto che siamo in area di pre Parco...e lo sanno adesso? E il Comune, il Parco hanno per anni chiuso gli occhi o non lo sapevano? Non facciamo gare clandestine: qui da noi è tutto pubblicizzato, tutto nero su bianco e anche dalla strada le dune sono ben visibili. Perché adesso?». A quanto pare dopo la segnalazione da parte del Cum, il Comune di Mesola ha iniziato con i controlli del caso, nominando anche dei periti per avere maggiori certezze. E sono stati proprio i periti a dare conferma della sofferenza del terreno che non sarebbe in grado di ospitare eventi di una certa portata e comunque adesso ha bisogno di “riposare”. «E noi cosa facciamo? Andiamo a casa, chiudiamo nonostante tutte le gare in programma?». Il Comune così dice. Il contenzioso certamente andrà avanti, intanto la sospensione delle attività è realtà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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