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Alle vittime di Igor fondi dalla Regione

Contributi a Ravaglia e prossimamente ai familiari di Verri. La Fondazione ha inoltre accolto la richiesta per Cenci

Igor fa scena muta all'interrogatorio

FERRARA. Ci sono anche loro, le vittime di Igor, tra coloro cui il Fondo vittime dei reati della Regione ha concesso contributi. Ci sono la vedova di Davide Fabbri, il titolare del bar di Budrio, ucciso Igor/Norbert Feher, l'agente di polizia provinciale Marco Ravaglia, ferito e salvatosi dalla furia cieca di Igor e anche se non compresi nell’elenco i familiari di Va ...

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Igor fa scena muta all'interrogatorio

FERRARA. Ci sono anche loro, le vittime di Igor, tra coloro cui il Fondo vittime dei reati della Regione ha concesso contributi. Ci sono la vedova di Davide Fabbri, il titolare del bar di Budrio, ucciso Igor/Norbert Feher, l'agente di polizia provinciale Marco Ravaglia, ferito e salvatosi dalla furia cieca di Igor e anche se non compresi nell’elenco i familiari di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria uccisa nel Mezzano l’8aprile dell’anno scorso.

Per un disguido, per quanto riguarda i Verri, i figli e la vedova, non è stato possibile presentare l’istanza a nome della famiglia, che verrà rinnovata a breve e dunque anche a loro verrà concesso il contributo, in corso d’opera. Contributi che sono stai concessi quest’anno a 26 persone, quelle che hanno presentato istanze, poi accolte nel 2018 dalla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, presieduta dallo scrittore Carlo Lucarelli che ieri ha tracciato il bilancio dell’attività di quest’anno. Queste 26 persone (due uomini, 11 donne e 13 tra bambini e ragazzi) vivono nelle province di Ferrara (4 casi su 11, gli altri tre rispetto Ravaglia sono tre vittime di maltrattamenti), Bologna (due), Modena (due), Rimini, Parma e Reggio Emilia: a tutti loro sono stati erogati 80.700 euro, con contributi singoli fino a 12.500 euro. Ma l'incontro di ieri mattina è stato soprattutto l'occasione per raccontare, anche attraverso le voci delle vittime e dei loro familiari, quello che fa la fondazione e in che modo aiuta le persone colpite dai reati. Lucarelli ha illustrato alcuni dei casi di cui la fondazione si è occupata nel 2017: e tra questi il caso di Marcello Cenci, il 32enne ferrarese ucciso a Valencia da un suo ex amico che da tempo lo perseguitava. Oppure il caso della donna pakistana (successe a Ferrara)che dopo anni di soprusi ha lasciato il marito, che è anche finito in carcere, ed è riuscita a riavere i figli che lui aveva rimandato in Pakistan. Raccontando i i casi di cui si occupa la Fondazione, Lucarelli ha poi ricordato che nel 2017 la Fondazione ha accolto 27 istanze, stanziando in tutto 201.000 euro a favore di 44 persone, di cui 20 minorenni.

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Poi parlando delle scelte con cui sono state accolte le istanze Lucarelli ha posto l'accento sulla grande prevalenza, tra i casi di cui si occupa la Fondazione, delle violenze domestiche, tanto che, afferma: «se gli uomini smettessero di picchiare le mogli e i figli il nostro lavoro sarebbe più che dimezzato, e ci occuperemmo di pochissimi casi ogni anno». Non a caso, tra le 11 istanze accolte nel 2018, ben sei riguardano episodi di violenza domestica. E chiudendo ha invitato a «superare la ’mentalità da romanzo giallo’: nei gialli la vicenda si chiude con l'arresto del colpevole, ma nella realtà la vita delle vittime prosegue, e spesso, anzi, i loro problemi fisici, psicologici e materiali iniziano proprio in quel momento».