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Castello-Sgarbi verso l’allungamento del “matrimonio”

La mostra potrebbe essere prolungata per l’intera estate Restauri “a vista” per i capolavori del patrimonio Asp 

Il matrimonio tra il Castello e la Collezione Cavallini-Sgarbi è destinato a prolungarsi, anche se non in eterno. Dopo una primavera vissuta a fasi alterne, anche per i capricci del tempo, ci sarà un’estate intera per rimpolpare i numeri di visitatori di questa mostra che ha avvicinato dopo parecchi anni di gelo la città a due dei suoi figli più noti, cioè i fratelli Sgarbi. Ancora non ci sono decisioni formalizzate, ma l’orientamento di prolungare fino a settembre le date della mostra che c ...

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Il matrimonio tra il Castello e la Collezione Cavallini-Sgarbi è destinato a prolungarsi, anche se non in eterno. Dopo una primavera vissuta a fasi alterne, anche per i capricci del tempo, ci sarà un’estate intera per rimpolpare i numeri di visitatori di questa mostra che ha avvicinato dopo parecchi anni di gelo la città a due dei suoi figli più noti, cioè i fratelli Sgarbi. Ancora non ci sono decisioni formalizzate, ma l’orientamento di prolungare fino a settembre le date della mostra che convive con il percorso museale del Castello sembra prendere piede, con tutti i corollari annessi: slittamento della mostra successiva, quella dei capolavori Asp, ipotesi nuove di zecca sull’utilizzo degli spazi del Castello e sull’altro “matrimonio” di cui si è parlato per mesi, quello con la Pinacoteca nazionale. Il punto fermo è comunque che l’attuale mostra dovrà comunque essere disallestita, mentre si allontana il rischio di non avere a disposizione la location per la festa di San Silvestro 2018, in quanto ben difficilmente il nuovo cantiere post-sisma potrà essere allestito prima del 2019.

Le 130 opere tra dipinti e sculture, dall’inizio del Quattrocento alla metà del Novecento, che occupano dal 3 febbraio le sale del Castello, avrebbero dovuto traslocare già il 3 giugno. Elisabetta e Vittorio Sgarbi, che hanno voluto fortemente questo evento, da tempo lanciano segnali all’amministrazione per ottenere una sede permanente in città della collezione: non ci sono ipotesi concrete su questo tema, ma a Palazzo Municipale stanno lavorando appunto ad un prolungamento temporaneo per i tre mesi estivi. In questa maniera andrebbe però rivisto il calendario delle manifestazioni ospitate nella centralissima sede espositiva, a partire dalla mostra con gli ottanta quadri posseduti dall’Asp, con autori che vanno da Scarsellino a Bastianino, provenienti dai patrimoni delle fondazioni benefiche per l’infanzia della città. L’idea che si fa strada, a questo punto, è “introdurre” questa nuova rassegna con l’allestimento di una sorta di laboratorio artigiano di restauro su alcuni degli stessi quadri: in pratica i visitatori del Castello si troverebbero a poter osservare da vicino il lavoro di restauro su tele antiche, che verrebbe effettuato a vista. Una visita esperienziale, per usare un termine molto in voga tra gli operatori turistici.

Il tutto in ottica di rafforzamento del primo polo museale della città, che resta comunque interessato ad un progetto di utilizzo pieno anche per quanto riguarda gli spazi ancora utilizzati dalla Provincia. Il no allo spostamento dell’intera Pinacoteca, a lungo accarezzato anche ufficialmente dal ministero, si sta traducendo in un piano B, meno impegnativo: l’utilizzo di un piano del Castello per ospitare un mix tra uffici, servizi e spazi di esposizione a disposizione della Pinacoteca.

Stefano Ciervo

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