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Una serata per ricordare tutte le vittime di “Igor”

Parenti e amici, italiani e spagnoli, si sono ritrovati per un grande abbraccio

Una serata per ricordare le vittime di Igor

BUDRIO (Bologna). La comunità di Budrio si è data appuntamento al teatro del paese ieri sera, per ricordare le vittime di Igor “il Russo”.

La sala gremita rappresenta bene quanto le persone che abitano queste terre, e non solo, sentano ancora viva la tragedia di un anno fa. Nelle prime file, oltre alle autorità, tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna ...

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Una serata per ricordare le vittime di Igor

BUDRIO (Bologna). La comunità di Budrio si è data appuntamento al teatro del paese ieri sera, per ricordare le vittime di Igor “il Russo”.

La sala gremita rappresenta bene quanto le persone che abitano queste terre, e non solo, sentano ancora viva la tragedia di un anno fa. Nelle prime file, oltre alle autorità, tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Gian Luca Galletti, ministro dell'ambiente, i figli di Valerio Verri, Emanuele e Francesca; l'agente di polizia Marco Ravaglia, di pattuglia con Verri quando quest'ultimo venne ucciso da Igor e alcuni amici delle vittime spagnole uccise dal killer prima della sua cattura. La vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima del killer, non c'era, non se l'è sentita di partecipare.



«A distanza di un anno – ha detto Ravaglia – il dolore è ancora tanto, sia fisico sia morale. È difficile andare avanti».

I figli di Verri, prendendo posto in sala si sono limitati a dire: «La giustizia sta lavorando, tempo al tempo».

Miguel, Carmelo, Benito e Rosana, arrivano da Aragona, il paese a cento chilometri da Saragozza in cui è stato catturato Igor; sono amici di Luis Iranzo, l'agricoltore assassinato . «È un momento triste ma – dicono – allo stesso tempo allegro. Siamo qui per lottare, per avere giustizia e non dimenticare quanto accaduto. Il giorno della sparatoria e della cattura è indimenticabile, una cosa incredibile per un piccolo paese come il nostro. Prima di Igor ne avevamo sentito parlare dai telegiornali; sapevamo che un uomo aveva ucciso degli innocenti in Italia, ma non immaginavamo potesse finire così».

Poi le luci si spengono, il sipario si apre e la corale di Budrio canta l'Inno d'Italia. Tutti in piedi. Il presentatore dopo gli applausi annuncia: «Vogliamo essere uniti e ricordare quanto accaduto ma non deve essere una serata di commemorazione triste, perché qui celebriamo la vita».

Sul palco poi, tra l'alternarsi di giornalisti, politici e musicisti, è salito anche Carmelo, lo spagnolo che ha letto la lettera scritta dalla vedova di Iranzo.

Samuele Govoni

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