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Spacciatore dell’Ariosto torna in cella dopo la fuga

Il giovane vendeva droga agli studenti fuori dal liceo e venne arrestato mesi fa. Prima ai domiciliari, lo trovarono a Chiasso: i giudici ora hanno ordinato il carcere 

FERRARA. Torna in carcere, stavolta a lungo perchè su ordine dei giudici, lo spacciatore del Liceo Ariosto che vendeva droga a studenti e non nella piazzetta e nel vialetto tra la scuola ed il parcheggio Diamanti: Abubacar Sanyang, 21 anni del Gambia, fino a pochi mesi fa rifugiato e ospite di una struttura per migranti dalla quale venne poi allontanato, in realtà era già stato arrestato dalla squadra mobile ferrarese il 28 febbraio scorso, proprio mentre vendeva droga ad una ragazza, davanti all’ingresso secondario del Liceo Ariosto. Poi, come accade spesso, prima era stato posto ai domiciliari, quindi la misura cautelare dell’obbligo di dimora, che lui ovviamente aveva violato. Tanto che da Ferrara era sparito e lo aveva ritrovato a Chiasso, al confine svizzero, e poi rispedito indietro. Per tutti questi motivi che hanno aggravato la sua posizione, la procura (pm Isabella Cavallari) e i giudici hanno chiesto e applicato un ordine di carcerazione eseguito nei giorni scorsi.

Dove? A Bologna quando il ragazzo gambiano alle 8 del mattino, era stato sorpreso durante un controllo delle volanti bolognesi nei giardini della Montagnola, seduto una panchina con un connazionale in atteggiamenti sospetti: alla vista della pattuglia i due hanno cercato di allontanarsi ma sono stati fermati e controllati. I poliziotti hanno notato a terra, non lontano da loro un sacchetto di marijuana di circa 8 grammi e ai piedi della panchina ove erano seduti cartine e tabacco sfuso. Per questo sono stati sanzionati entrambi amministrativamente alla Prefettura come assuntori di stupefacente.

Ma dai controlli è emerso che Abubacar aveva a suo carico, appunto, la misura cautelare da parte della procura di Ferrara richiesta dopo le attività investigative della squadra mobile. Che tenevano d’occhio da tempo lo spacciatore che prediligeva la zona davanti al Liceo Ariosto, per i possibili contatti con vari studenti. Poi dopo, la violazione degli obblighi imposti dai giudici, la procura (pm Cavallari), aveva richiesto ed ottenuto dal gip la misura cautelare in carcere, eseguita nei giorni scorsi dopo il rintraccio a Bologna. Droga e ancora droga in città dunque, come quella che la polizia ha trovato martedì sera in zona Mura di Porta Po: nei giardinetti dietro il Palazzo delle Palestre hanno rinvenuto un involucro con canapa indiana, del peso di quasi 40 grammi: era in uno dei tanti nascondigli- magazzino usati dai pusher delle Mura.


 

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