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mozione IN CONSIGLIO 

«Copparo organizzi corsi sulla Gabrielli»

COPPARO. Si torna a parlare di circolare Gabrielli e delle conseguenti difficoltà per le associazioni di volontariato. L’occasione è la mozione presentata da Roberta Briscagli, della Lista Civica per...

COPPARO. Si torna a parlare di circolare Gabrielli e delle conseguenti difficoltà per le associazioni di volontariato. L’occasione è la mozione presentata da Roberta Briscagli, della Lista Civica per Copparo, che analizza la situazione e propone delle soluzioni.

«Siamo partiti - ci ha detto Briscagli - da una semplice analisi: la circolare Gabrielli punta sulla sicurezza, ma inserisce molti adempimenti burocratici, e questi adempimenti, per una piccola organizzazione, magari di volontariato e magari di un piccolo paese, possono diventare ostacoli insormontabili. Per garantire la sicurezza, si rischia di far morire un tessuto sociale fatto di persone che danno tutto sul piano volontario, e vivacizzano la vita del territorio».

La sua è un'analisi ormai abbastanza comune. Ma quali sono le proposte? «Innanzi tutto, chiediamo all'amministrazione di prendere atto del problema. E sembra che ce ne sia la consapevolezza: la volontà di intervenire è importante. Non ci possiamo permettere di perdere il sostegno dei volontari alle iniziative, la loro possibilità di creare, proporre, costruire. Per esempio, noi proponiamo un'idea semplice. Che l'amministrazione comunale si impegni e realizzi un corso, possibilmente gratuito, a cui far partecipare almeno un volontario per ogni associazione presente sul territorio, in modo da costruire un gruppo di addetti alla sicurezza per queste manifestazioni. Un gruppo dunque che faccia parte del volontariato e comunque possa essere già partecipe al movimento. Se poi si riesce a far entrare altre persone nel mondo del volontariato, con le qualifiche adeguate e un corso realizzato con tutti i crismi, tanto meglio».

Per Briscagli sarebbe prima di tutto importante dare un ulteriore impulso a un mondo che ricopre un ruolo cruciale nella coesione sociale di una comunità.

«Se poi si vuole realizzare qualcosa di strutturato - continua la consigliera - si possono pensare anche ad altre soluzioni, anche non incluse nella nostra proposta».

A cominciare dall’ipotesi di organizzare corsi mirati per formare professionisti della sicurezza, attraverso accordi specifici. « Sarebbe un discorso diverso - conclude Briscagli - ma anche questa potrebbe essere una soluzione, con costi diversi e scelte più complesse. Per tornare alla nostra proposta, ci rendiamo conto che, per quest'anno si rischia di arrivare lunghi, e che sarebbe necessario trovare i fondi a bilancio. Ma per il futuro ci si può lavorare».

Alessandro Bassi

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