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Dogman, quando l’uomo diventa la vera bestia

Un altro racconto molto duro di Matteo Garrone in concorso a Cannes I cani sono spettatori di una storia di violenza, riscatto e vendetta

Dogman

Un film di Matteo Garrone. Con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli. Western, durata 120 minuti - Italia, 2018.



di GIAN PIETRO ZERBINI

La legge del più forte, dove si respirano certe prepotenze tipiche di Gomorra, diventa terreno ancora particolarmente fertile per il regista Matteo Garrone che ha trasformato un fatto di cronaca nera di tanti anni fa in una storia dove si raccontano, con intensità molto cupe, sopraffazione e violenza, riscatt ...

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Dogman

Un film di Matteo Garrone. Con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli. Western, durata 120 minuti - Italia, 2018.



di GIAN PIETRO ZERBINI

La legge del più forte, dove si respirano certe prepotenze tipiche di Gomorra, diventa terreno ancora particolarmente fertile per il regista Matteo Garrone che ha trasformato un fatto di cronaca nera di tanti anni fa in una storia dove si raccontano, con intensità molto cupe, sopraffazione e violenza, riscatto e vendetta. Si ha l’illusione di poter cambiare tutto, ma alla fine si scopre che tutto invece rimane come prima, nell’indifferenza, in una metafora che ricorda il Gattopardo. “Dogman” è un altro film molto duro, come l’autore ci ha abituato da tempo, nel quale si evidenzia ancora come il male possa cambiare le persone, anche le più miti. Un’opera che figura tra le favorite al successo di Cannes. Quello di Garrone con il festival del cinema francese che mette in palio l’ambita Palma d’Oro è un rapporto ormai consolidato che lo ha visto spesso tra i protagonisti. Nel 2002, con “L’imbalsamatore”, partecipa alla Quinzaine des Réalisateurs del 55º Festival di Cannes. Nel 2008 è per la prima volta in concorso al prestigioso Festival con “Gomorra”, che gli vale il Grand Prix. Nel 2012 e nel 2015 è di nuovo a Cannes, rispettivamente con “Reality” (con cui vince il suo secondo Grand Prix) e “Il Racconto dei Racconti”. Il ruolo del protagonista è stato affidato al musicista, performer e scultore calabrese Marcello Fonte, dal 2015 attore stabile della compagnia “Fort Apache Cinema Teatro” e già apprezzato nel film “Io sono Tempesta”. Il cast è completato da Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli che offrono incisive interpretazioni per un western urbano dei tempi moderni, che ricorda molte analogie con certe violenze che si verificano oggigiorno in certe periferie senza controllo, senza tetto e senza legge. Per niente curioso il fatto che a fare da spettatori a questa triste storia siano dei cani. Come a sottolineare che spesso la vera bestia è l’uomo.