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Dietro targa e paraurti dieci chili di hashish

Arrestato un cittadino marocchino di 41 anni, trasportava un carico da Torino La Squadra mobile: non c’è solo la Gad, i panetti verso lo spaccio dei Baluardi 

A Torino, sua città di residenza, fa il carrozziere. Non deve essere stato difficile, quindi, per lui “taroccare” la Fiat Bravo di sua proprietà per poter nascondere la “merce” anche allo sguardo dell’inquirente più accorto. “Merce” che dopo un viaggio di 400 km doveva essere consegnata a Ferrara. Recapitata vestendo i panni (insospettabili) di corriere della droga.

Qualcosa però è andato storto e il viaggio di quei 10 chili di hashish si è fermato in periferia, in via Ravenna, davanti alla p ...

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A Torino, sua città di residenza, fa il carrozziere. Non deve essere stato difficile, quindi, per lui “taroccare” la Fiat Bravo di sua proprietà per poter nascondere la “merce” anche allo sguardo dell’inquirente più accorto. “Merce” che dopo un viaggio di 400 km doveva essere consegnata a Ferrara. Recapitata vestendo i panni (insospettabili) di corriere della droga.

Qualcosa però è andato storto e il viaggio di quei 10 chili di hashish si è fermato in periferia, in via Ravenna, davanti alla paletta di un poliziotto. Abdeliah Mdaghri, 41 anni, marocchino, era alla guida dell’auto, ha accostato e poco dopo è entrato in questura, dove è stato arrestato.

Lì i poliziotti hanno aperto il vano allestito dietro la targa del veicolo, in un cantuccio del paraurti: una sbirciata e il carico di hashish è finito nelle mani degli agenti. Dieci panetti di sostanza scura - hashish - che sono stati sequestrati come il telefono cellulare di Mdaghri e il suo navigatore, che rivelerà agli investigatori - se non lo ha già fatto - dove era diretta l’auto. Un punto della città, ha raccontato ieri l’uomo al giudice senza entrare troppo nei dettagli, dove qualcun altro avrebbe dovuto ritirare il “pacco”. Il sospetto degli inquirenti è che il lavoro lecito di Mdaghri (carrozziere) possa essere la copertura stabile di un secondo e, forse, più redditizio impiego.

«Mdaghri - spiegava ieri il comandante della Squadra Mobile, Andrea Crucianelli - non ha un “curriculum” che può immediatamente sollevare i sospetti di un addetto delle forze dell’ordine. Non ha precedenti specifici». Quindi nessuna denuncia o condanna per spaccio o traffico di stupefacenti.

«È una figura importante, non una semplice pedina - ha proseguito il responsabile della Mobile - uno spacciatore all’ingrosso che stava raggiungendo altri grossisti, qui a Ferrara, per depositare il carico». Secondo la polizia aveva fatto male i conti, «sperando che la presenza del Giro d’Italia in città (Mdaghri è stato fermato verso le 13 di venerdì, ndr) potesse concentrare sulla manifestazione tutta l’attenzione e il personale delle forze dell’ordine». Resta per ora un mistero il nome dei destinatari della consegna. La Squadra mobile ha già iniziato a ispezionare i reperti sequestrati e forse qualche risposta ce l’ha già.

«Riteniamo - ha aggiunto Crucianelli - che l’hashish dovesse essere consegnato ad altri maghrebini che controllano lo spaccio nella zona di via Baluardi-via San Romano». Uno dei settori della città finito da qualche tempo sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine, «perchè - ha dichiarato il capo della Mobile - la droga non circola solo nella zona Gad, come ha recentemente sottolineato anche il questore Giancarlo Pallini, ma è un problema che coinvolge la città in un modo più esteso».

Il carico sequestrato, esposto ieri sul tavolo di Crucianelli a disposizione dei fotografi, è ragguardevole sia per il peso che per il valore economico: da quei panetti avrebbero potuto essere ricavati circa 5mila dosi per lo spaccio al dettaglio che acquistati da una clientela minuta avrebbero potuto fruttare complessivamente circa 50mila euro.

Quale fosse la quota di questa somma che spettasse a Mdaghri forse lo si saprà con il prosieguo delle indagini. Come il nome di chi avrebbe dovuto ricevere la consegna e pagarla e che, annusata l’aria, potrebbe già essersi allontanato dal territorio per evitare guai. Tutti tasselli che gli inquirenti dovranno comporre per consolidare il quadro indiziario e presentarsi al giudice, tra qualche settimana, con un’indagine blindata da cui potrebbero scaturire altri spunti per ulteriori inchieste. Al momento c’è una certezza, ha concluso il capo della Mobile: «Quei dieci chili di droga sono stati sottratti al mercato dello spaccio locale, come è successo di recente con altri importanti sequestri».