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Palazzo Massari: da luglio la nuova facciata 

A settembre i nuovi lavori per riallestire il museo. La Certosa e San Cristoforo riapriranno a novembre

Sisma, la situazione nei cantieri

FERRARA. Aperti al pubblico per la mattina di sabato i cantieri della basilica di San Cristoforo e del vicino palazzo Massari: un’altra iniziativa del programma di “6inpied!”organizzato per ricordare gli eventi del sisma. Sono entrambi cantieri che termineranno a breve, un importante distinguo è però dovuto: se i lavori alla Certosa termineranno verso settembre per poi i ...

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Sisma, la situazione nei cantieri

FERRARA. Aperti al pubblico per la mattina di sabato i cantieri della basilica di San Cristoforo e del vicino palazzo Massari: un’altra iniziativa del programma di “6inpied!”organizzato per ricordare gli eventi del sisma. Sono entrambi cantieri che termineranno a breve, un importante distinguo è però dovuto: se i lavori alla Certosa termineranno verso settembre per poi iniziare il riallestimento riaprire il complesso per la commemorazione dei defunti; a palazzo Massari i lavori strutturali termineranno a luglio e a settembre inizierà poi un nuovo cantiere che durerà ancora alcuni anni per riallestire e predisporre il museo. «Forse sarà pronto per il 2022» dice Natascia Frasson dirigente del servizio comunale beni monumentali, «ma finché non ci sarà il nome della ditta - aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi - è difficile fare previsioni».



Per quanto riguarda la chiesa di San Cristoforo «la maggior parte dell’intervento è stata nei sottotetti - dice Frasson - Il cantiere era complicato anche dal fatto che dentro ci fossero le opere che abbiamo deciso di lasciare all’interno della chiesa anche perché sono già abituate al microclima».

C’era poi la possibilità di visitare la parte alta del cantiere salendo a 24m di altezza per vedere da vicino i lavori di rinforzo del tetto e dall’alto tutti i cantieri nei claustri che riapriranno anch’essi per i primi di novembre.

La visita si è spostata poi a Palazzo Massari, dove la situazione è ben diversa. «È stato l’unico edificio dichiarato del tutto inagibile - dice l’architetto Raffaela Vitale - Ha avuto danni importanti sopratutto nella zona di via Borso e nel salone d’onore». Ha infatti una storia molto complicata il complesso architettonico che è conosciuto come Palazzo Massari. Al palazzo rosso in cotto, eretto alla fine del XVI secolo, è stato aggiunto successivamente il salone d’onore e nel XVIII secolo è stato ampliato con la palazzina bianca adiacente, detta dei cavalieri di Malta. Tutti questi interventi sparsi nel tempo non hanno sicuramente aiutato a definire un progetto di consolidamento che è stato anche cambiato in corso d’opera.

«L’intervento che terminerà a fine luglio - continua la Vitale - porterà il palazzo ad un “grezzo”. È stato un intervento strutturale, l’unica cosa finita architettonicamente sarà la facciata: se prima vedevamo il palazzo completamente rosso, alcuni elementi architettonici erano originariamente scialbati di bianco». Quando quest’estate la facciata verrà scoperta saranno quindi visibili alcuni elementi, già visibili sul telo che copre i ponteggi, rimbiancati come sono stati fino all’800. L’architetto poi specifica che è stato un intervento «concordato con l’architetto Di Francesco, con Ferrariae Decus e la soprintendenza».

Grandi lavori anche nel salone d’onore dove il pavimento è stato tolto per rinforzare la struttura sottostante e, grazie a questo intervento, sono state fatte anche interessanti scoperte architettoniche. Ora si aspetta il secondo appalto per vedere se gli spazi sotto il pavimento verranno usati per gli impianti e poi ripavimentato inserendo una soletta in calcestruzzo.

Alberto Ravani

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