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«Credevano avessi Igor nel baule della macchina»

Luigi Scrima, ex compagno di cella, usato come “esca” per catturare il killer. Era scappato anche lui in Spagna ed era sospettato di averlo aiutato nella fuga

Igor fa scena muta all'interrogatorio

Vicino a Valencia, però, oggi vive anche Luigi Scrima, («sono residente, lavoro, i miei figli vanno a scuola») e dalla Spagna per la prima volta Scrima racconta come è arrivato lì, scappando da Lugo, diventando indirettamente l’«esca« per catturare Igor. «Sono andato via nel giugno dell’anno scorso, non ce la facevamo più in famiglia, li avevamo tutti addosso, gli in ...

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Igor fa scena muta all'interrogatorio

Vicino a Valencia, però, oggi vive anche Luigi Scrima, («sono residente, lavoro, i miei figli vanno a scuola») e dalla Spagna per la prima volta Scrima racconta come è arrivato lì, scappando da Lugo, diventando indirettamente l’«esca« per catturare Igor. «Sono andato via nel giugno dell’anno scorso, non ce la facevamo più in famiglia, li avevamo tutti addosso, gli inquirenti che cercavano Igor e lo cercavano tramite me. Quando è scoppiato il casino di Igor non si può immaginare cosa abbiamo passato io e la mia famiglia, seguiti, controllati, pedinati. Per gli inquirenti io ero il colpevole, conoscevo Igor e pertanto l’avevi aiutato. Così, abbiamo messo tutto insieme e siamo partiti». Scappati, vorrà dire, non è così?

Scrima viene lasciato libero di andare e stare in Spagna, vicino a Valencia. Usato dunque come possibile “esca” per arrivare a Igor. Che come sappiamo è stato lui a farsi trovare, ammazzando ancora tre persone, nel dicembre scorso, a Teruel, Aragona. «Quando è successo e hanno poi arrestato Igor mi sono venuti i brividi, perchè anche io ero qui, poco lontano da dove aveva ucciso: ho pensato agli altri casini che avrei avuto, le spiegazioni da dare che io non c’entravo niente con la sua presenza qui a Valencia e dintorni. Poi quando sui giornali ho letto che gli avevano sequestrato, telefoni, computer mi sono tranquillizzato: da quel messaggio su Messenger dell’aprile dell’anno scorso non ho più avuto contatti con lui. L’arresto di Igor è stata quasi una liberazione, non ne potevo più: vedevo che ero seguito, sentivo che il telefono era intercettato: io sono stato un criminale, le so queste cose».

Controlli che non hanno portato a nulla, dice Scrima, comunque citato più volte negli ultimi atti delle inchieste: «Quegli atti non dicono nulla, se c’entravo qualcosa con Igor, mi avevano già arrestato. Invece, qui in Spagna nessuno Polizia o Guardia civil mi ha mai cercato, solo i giornalisti». Parla, spiega, ripete. si arrabbia: «Sono venuto qui in Spagna, che si creda o meno, per rifarmi una vita. Ed è una fottuta coincidenza qui, la mia presenza con quella di Igor. Due giorni dopo essere arrivato qui, già lavoravo. L’unico problema? L’inverno scorso, per un documentario di Aragona Tv (cui ha collaborato la Nuova Ferrara, ndr) che mi associava a lui, mi ha fatto perdere il lavoro. La polizia diceva che avevo precedenti per stupro, armi, omicidio: tutte balle. Così, col mio avvocato ho denunciato la polizia spagnola, per danni. Adesso aspetto mi diano ragione».