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ieri il convegno dei geologi 

Sisma, i dolori delle imprese «Burocrazia congela-fondi»

Nella ricostruzione post-sisma un ruolo centrale era riservato al sistema delle imprese, ma a Ferrara il primo bilancio non è positivo. «Le nostre aziende non hanno infiltrazioni mafiose e sono...

Nella ricostruzione post-sisma un ruolo centrale era riservato al sistema delle imprese, ma a Ferrara il primo bilancio non è positivo. «Le nostre aziende non hanno infiltrazioni mafiose e sono inserite nell’elenco di merito della Regione per la loro professionalità e serietà - ha detto Adriano Paltrinieri presidente Ance Ferrara - Si sono messe a completa disposizione lavorando anche la notte per non far interrompere l’attività produttiva. Peccato che, nonostante le leggi Italia sicura e Casa Italia, la burocrazia impedisca di utilizzare ingenti incentivi per la messa in sicurezza dell’aspetto idrogeologico e della vulnerabilità sismica. Non dimentichiamo che in Italia le imprese del compatto edile con l’indotto, rappresentano il 20% del Pil ma dal 2008 ad oggi abbiamo perso 100 mila imprese e 600 mila posti di lavoro».

Se n’è parlato ieri al convegno “Il terremoto dell’Emilia Romagna: a 6 anni dal sisma e l’importanza della memoria” che si è svolto all’Urban Center, aperto dal sindaco Tiziano Tagliani e Paride Antolini presidente dell’Ordine regionale dei geologi Emilia-Romagna. Significative anche le parole di Antolini: «Nel 1570 Ferrara fu colpita da un terremoto molto più disastroso dell’ultimo evento ma è bene che la gente ricordi e sappia che non potendo prevedere un terremoto, deve provvedere ad adeguare le proprie case. Se si fa riferimento all’Italia centrale - ha proseguito - la nostra Regione si trova ad un livello avanzato per l’attenzione che riserva a questo importante fenomeno naturale, anche se qualche critica si può fare sulla gestione di qualche situazione. Quindi determinante è costruire nel modo giusto, mantenere alta l’attenzione e stimolare il pubblico perché metta a disposizione studi innovativi e risorse». In riferimento al fenomeno della liquefazione delle sabbie del sottosuolo, che si è verificato in alcune zone dell’Alto ferrarese, Antolini ha spiegato il legame con l’evoluzione geomorfologia che ha determinato il deposito di sabbie di vecchi alvei fluviali in falde, facendo sì che questi terreni sottoposti a terremoti, passassero da uno stato di consistenza ad uno semifluido.

«Visti i fenomeni di amplificazione e liquefazione - ha poi precisato Luca Martelli del Servizio geologico e dei suoli Emilia Romagna - per assicurare una ricostruzione compatibile con la pericolosità sismica locale è stato stabilito che i piani della ricostruzione si basassero anche su specifici studi oggi visibili su http//geo.regione.emilia-romagna .it/. I contributi economici per realizzare interventi di mitigazione del rischio di liquefazione prevedono una riduzione del 15% del costo convenzionale che sale a 50% per edifici di attività produttiva. Questo può succedere per la prima volta in Italia e per San Carlo e Mirabello, senza documentazione ma solo presentando il progetto».

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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