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quattro mesi di cantiere

Chiude il ponte, pendolari subito in coda

Occhiobello, via Eridania va in tilt. Lunghe file al casello di Ferrara Nord. Pullman, treno e traghetto: buona la prima

Ponte sul Po, via Eridania in tilt e code al casello Sono cominciati i lavori al Ponte sul Po che dureranno quattro mesi e come prevedibile al casello di Ferrara Nord si sono formate code di pendolari che rientravano da Ferrara verso Occhiobello. Bene il traghetto, che ha registrato oltre mille passeggeri (video di Filippo Rubin)LEGGI L'ARTICOLO

FERRARA. Road to Ferrara. Viaggio dalla sinistra Po verso la città, valicando il grande fiume senza l’utilizzo del ponte stradale. Giorno uno, ieri (11 giugno), della nuova geografia del territorio di Santa Maria Maddalena, che dal Rodigino porta quotidianamente centinaia di persone nel territorio estense. Il “grande momento”, dopo settimane di pensieri-parole-opere, finalmente è giunto e, va detto, non ha colto impreparati né i “frontalieri” che ogni mattina si spostano verso Ferrara per motivi di lavoro, né gli occasionali. Ieri i curiosi non hanno mancato, per dire, l’appuntamento col traghetto. Insomma, il D-Day ha portato qualche inevitabile disagio ma, al momento, confinato nel sentiero dell’accettabile. Del resto, le opzioni non mancavano e gli occhiobellesi-ferraresi le hanno spremute e assaggiate.

Ovviamente il dazio maggiore, se non unico, è stato pagato dagli automobilisti. Ponte chiuso attorno alle 7.10, quindi vetture, pullman e camion hanno invaso la via Eridania. L’unica direttrice verso il casello autostradale. Strada spettrale nell’abitato a ridosso della rampa del ponte, fitta di caldo e tubi di scappamento laddove la bretella che congiunge il paese con i veicoli in arrivo da Rovigo riunisce le due lune: chi entra in via Eridania dalle strade laterali e chi, appunto, transita proveniente dai paesi vicini usando la “passante”. Dalle 7.30 alle 9.30 sono state due ore da megalopoli: coda di quasi 3 km. Prima dello sbarramento, in 5 minuti si valicava la sbarra del casello: stavolta ne sono serviti almeno 30. Okay, strada intasata ma scorrimento tutto sommato “vivibile”. A passo d’uomo, poi ai 10 km orari. Un minutino fermi per ripartire. L’autostrada, a ogni modo, ha assorbito bene il flusso.

Occhio al display: “Per Bologna rallentamenti fino a Ferrara nord”. S’è letto a lungo. Sarà così ogni mattina feriale. Poi, poco prima delle 10 e per tutto il resto del giorno, attraversamento snello e veloce. Se prima era la “ferrarese” via Padova a diventare imbuto (c’era però l’opzione deviazione per Pontelagoscuro), per almeno 4 mesi sarà via Eridania (con l’aggravante del flusso polesano) a sopportare il peso del traffico pendolare.
Ha funzionato tutto il resto dell’apparato organizzativo allestito per alleggerire un filo gli spostamenti su gomma. In stazione, persin puntuale, ecco alle 7.45 sostare il treno di rinforzo. Poco movimento. Una trentina le auto parcheggiate, ma sono di chi all’alba sale verso Rovigo e Padova.


Nel centro di Santa Maria Maddalena transitano pullman e bus navetta. Arriva quello proveniente da Ferrara, che fa tappa a “Santa” poi si allunga a Canaro, Garofolo, Polesella e Rovigo. Si arriva ad una ventina di utenti. Poco prima delle 8 ecco il mezzo che, invece, ha direzione Ferrara passando per l’autostrada. C’è movimento, alcuni salgono mostrando sicurezza. Qualcuno, invece, chiede informazioni all’autista ma è più una rassicurazione estrema che un effettivo bisogno. La semplice conferma di nozioni già acquisite. Il timbro della certezza su una novità. Anche il torpedone si immette con passo lento in via Eridania e dopo un paio di chilometri trova il tappo. Dai, pazienza: mezzoretta e sarà autostrada. Poi, a Ferrara nord, tra telepass e attenzione massima, c’è da sperare di non sprecare altro tempo al casello. La meta è comunque raggiunta.


Un’alternativa gradita e assai gettonata ieri, visto anche il tempo che incoraggiava, è risultata quella del traghetto. Bella pensata. Funzionale. Dapprima (dalle 7 alle 9) almeno 150 attraversate in un’ora. Tutti lavoratori abituati a raggiungere Ferrara in autobus. In meno di 3’ dall’argine sinistro si arriva a destra. Trecento metri a piedi ed ecco la navetta che porta alla fermata di Pontelagoscuro. Per una settimana servizio garantito dalle 5 alle 23. Poi gli orari verranno tarati sul flusso registrato. Nello srotolarsi della giornata, il traghetto è stato meta anche di chi ha voluto regalarsi una piacevole avventura sull’acqua. Quasi tutti con la bicicletta. Qualche pensionato, alcuni genitori con bimbetti sul seggiolino. Una decina per volta sulla barchetta, leggera e scoppiettante. Sulla riva fanno buona guardia i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri. «Sta andando tutto benone» sussurra il responsabile Roberto Sperti.


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